“La Biblioteca dei sentimenti”

I conduttori Franco Arminio e Greta Mauro

La Biblioteca dei sentimenti”, nel titolo c’è già la cifra di un programma che parla delle molte dimensioni dell’animo umano e lo fa con due poeti in studio, affidandosi alla poesia per quella straordinaria capacità che in fondo ha di raccontare l’uomo e il mondo. Franco Arminio, che ama definirsi “paesologo”, la passione per i borghi antichi dei quali trasmette tutta la loro magia e Davide Rondoni, che racconta soprattutto l’esistenza umana.

“La Biblioteca dei sentimenti” mescola emozioni e il dialogo fra i due poeti diventa un viaggio che si fa ricerca attorno al senso delle cose. Va in onda il sabato pomeriggio su RaiTre, la conduzione è di Greta Mauro, in studio alcuni giovani con le loro interessanti riflessioni.

Nelle ultime puntate si è parlato di teatro, di quel suo sapore antico, che da sempre coinvolge pubblico e attori, di satira, di arte, ma anche del tema della montagna come luogo fisico e interiore, insieme al suo ritorno, nella letteratura e nel cinema, come nel caso del film “Vermiglio”, con uno sguardo anche attorno al significato di abitarla oggi, rispetto alle nuove sfide dettate dalla sua frequentazione. E così Davide Rondoni ha modo di ricordare che rispetto “alla grandezza della montagna, sei come di fronte ad una grande sproporzione, i luoghi non sono a misura nostra, ma ci fanno vedere la dismisura del mondo e si ha coscienza di dove si abita se non perdiamo il senso di questa sproporzione, se perdiamo questo e ci sentiamo padroni del mondo, la montagna giustamente ride di noi”.

E poi la puntata sul Nord e il Sud, che è possibile rivedere come le altre su RaiPlay: qui si capovolgono certi luoghi comuni della nostra Italia, con quel monologo finale di Franco Arminio che diventa poesia, basta solo richiamarne alcune parole, “Cara Italia, torna ai tuoi monti e alle ginestre, torna alla Divina Commedia recitata dai barbieri, al Rigoletto da Osteria, esci nel grano in mezzo agli ulivi, corri a Venezia, Palermo, Alghero, guarda il mare della Calabria, fissa la stella terrestre del Monvisio, ricordati il cinema di Mastroianni e di Fellini, i monasteri, gli artigiani, le poesie di Leopardi, i muratori di Bergamo, cara Italia stai qui, non te ne andare, sorridi, lotta, non dimenticare, canta i tuoi canti, leggi le tue poesie, non ti spezzare Italia mia, torna a pregare, rimani bellissima, sacra in mezzo al mare”.

Una televisione, dunque, che sa fare cultura, e questa è una bella notizia, perché serve, è utile, ed è anche un modo per riflettere e poter stare, in questo caso, attorno ai sentimenti e sentirli raccontare in maniera non banale, a tratti anche inedita.

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