La vera passione di Arturo, agente immobiliare siciliano, sono i dolci. Tra un sopralluogo ad un appartamento e l’altro, trova sempre il tempo di assaporare uno dei biglietti da visita della sua regione: i cannoli, le cassate, le brioche… ma soprattutto gli sciù, i bignè ripieni di ricotta e ricoperti da zucchero a velo, dei quali non può proprio fare a meno. Fa venire l’acquolina in bocca, “…che Dio perdona a tutti”, un film scritto da Pierfrancesco Diliberto (Pif) insieme a Michele Astori, uscito nelle sale lo scorso 2 aprile. In una delle sue incursioni nelle pasticcerie siciliane, Arturo – interpretato da Pif – conosce Flora, e subito se ne innamora. Scoprirà alcuni minuti dopo che la giovane è una pasticciera, e che sta cercando un locale dove portare avanti la sua attività per staccarsi da quella del padre, rinomato pasticciere palermitano.
La storia con Flora, interpretata dall’ottima Giusy Buscemi, in questo periodo sul piccolo schermo anche con “Vanina. Un vicequestore a Catania”, va a gonfie vele, ma c’è un “però”. La bella pasticciera, infatti, è una cattolica convinta, mentre Arturo è agnostico. Per un certo periodo convince Flora di essere praticante: partecipa alla Messa con lei, finge di ripetere i dieci comandamenti con il figlio di uno dei suoi migliori amici, compagno di innumerevoli partite a calcetto, nonché capo di lavoro, Tommaso, interpretato da un altro ottimo attore siciliano: Francesco Scianna.
La maschera cade alla fine di una Via Crucis in cui Arturo riveste il ruolo di Gesù. Il personaggio interpretato da Pif dimostra di non avere la più pallida conoscenza dei Testi Sacri, e perde così l’amore di Flora. Per consolarsi, mangia 35 sciù e raggiunge un picco glicemico che lo porta ad incontrare nientemeno che papa Francesco. Inizia così un viaggio di conversione di Arturo, che diventa un cattolico a tal punto ortodosso da far storcere il naso perfino alla “sua” Flora. “…che Dio perdona a tutti” porta a riflettere in maniera semplice e scherzosa, ma anche diretta, su che cosa significhi oggi essere credenti. E lo fa con la figura “mitica” di papa Francesco, che Pif ha realmente incontrato.