“A disposizione di chi ne ha più bisogno”

E’ anche volontario della CRI e svolge tutt’ora servizio nella sede di Folgaria

Vittore Trenti ha vissuto e vive la sua vita impegnandosi nel sociale. È un alpino, ed essere alpino oggi significa “essere a disposizione di chi ne ha più bisogno e favorire la pace”. Da 20 anni è volontario della Croce Rossa Italiana e svolge tutt’ora servizio nella sede di Folgaria, 5 giorni a settimana. Nato a Rovereto nel 1942, vive a Carbonare (Comune di Folgaria) con Edda, sua cara e paziente sposa da quasi 50 anni. Un elemento che per lui è di fondamentale importanza è la collaborazione tra le persone, il farle sentire importanti, anche svolgendo delle piccole opere. Ed è l’imparare a collaborare l’elemento che deve essere recuperato in questa società dell’io. “Dialogare, incontrarsi, discutere anche, gettare i cellulari e guardarsi in faccia”. In questo contesto, Vittore immagina una contaminazione delle età: “Giovani e anziani devono trovarsi per mettere insieme il vigore e l’entusiasmo dei primi e l’esperienza dei secondi! Solo così nasce un terreno sociale fertile. Chi deve dare l’esempio sono anche i parroci e la chiesa di papa Francesco lo insegna. Gli ecclesiastici devono entrare anche a contatto con le persone che non frequentano la chiesa, per recuperare tutti assieme il valore dell’essere comunità aperta, società solidale”. Solidarietà, amicizia, socialità, tutti elementi che caratterizzano gli anni impegnati per la sua comunità: dai 27 fino ai 56 anni è Direttore della Famiglia Cooperativa di Carbonare e si occupa della fusione con altre cooperative locali, per 24 anni membro del CdA della Cassa Rurale di Folgaria, per due legislature consigliere comunale di maggioranza nel Comune di Folgaria, per 20 anni presidente dell’Ufficio Turistico Sportivo di Carbonare, per 15 anni vicepresidente della Casa di Riposo di Folgaria. Ha da sempre una grande passione: la musica. Per 24 anni membro del coro Stella Alpina di Lavarone, per 45 anni Direttore del coro parrocchiale di Carbonare e Nosellari. “La prima messa” afferma “l’ho diretta a 16 anni. È un’indelebile emozione”. “Mi chiamavano “quel dei brazi”; in alcune occasioni, ad esempio nel periodo natalizio, ho diretto quattro messe cantate in 12 ore”. Ha svolto il suo servizio militare nel 1963, prima a Cuneo, poi a Roma nella scuola militare infine nell’artiglieria di montagna a Brunico. “Sono stati anni intensi, dove ho messo tutta la mia passione nello svolgere ogni compito affidatomi; il mio primo ruolo è stato artigliere, poi mi sono occupato della gestione del “servizio catering” in caserma, ho anche riordinato la biblioteca del comandante, 15 giorni per catalogare, etichettare ogni volume; sono stato infine furiere di reparto del comando del gruppo Vicenza”. “Il periodo a Brunico” racconta Vittore “è stato difficile. Erano gli anni degli attentati e i più colpiti erano i carabinieri, i finanzieri, ma anche gli alpini erano presi di mira. Alcuni avevano paura a svolgere i turni di notte. Io li rassicuravo”. Nel 1972 fonda il Gruppo Alpini di Carbonare e ne sarà il primo Capogruppo. “Uno dei momenti più forti del periodo è stato il terremoto nel Friuli. Dopo due giorni siamo partiti in gruppo per andare a dare una mano nella ricostruzione”. Questo è il tempo che mai scorderà, per il grande impegno e per le tante energie giovanili spese, sempre per il bene della gente.

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