Nostra carrellata di personaggi importanti del passato che meritano di essere ricordati come benemeriti dell’agricoltura trentina.
A Rebo Rigotti va riconosciuto il merito di avere scelto come oggetto di ricerca e sperimentazione coltivazioni che all’epoca erano fonte indispensabile di sostentamento (patata, frumento, altri cereali di montagna) o che abbisognavano di guadagnare posizioni nella scala della qualità.
Giuseppe Versini ha avuto l’indiscusso merito di mantenere un forte aggancio al trasferimento tecnologico nella pratica sia in campo enologico che in quello delle grappe di cui è stato uno degli indiscussi massimi esperti.
Nella nostra carrellata di personaggi importanti del passato che meritano di essere ricordati come benemeriti dell’agricoltura trentina, parliamo di Vittorio Zanon, il “padre” della Renetta Canada.
I punti a favore del progetto Qualità Trentino fortemente voluto e sostenuto dall’assessore competente (maggiori vendite, maggiori introiti, tasse che entrano nell’erario provinciale) sono stati bene evidenziati nel recente incontro al Muse.
La riscoperta nella vite selvatica di geni andati perduti nei processi di domesticazione offre la possibilità di trasferirli con le moderne biotecnologie alla vite europea. Il miglioramento genetico potrebbe in altri termini conferire alla vite domestica maggiore resilienza (capacità di reazione) alle sfide del cambiamento climatico, al deficit idrico, alle alte temperature e agli attacchi di patogeni.
C’erano tutte le premesse climatiche per chiudere la stagione vitivinicola 2018 con un calo di quantità e qualità di uva causato da attacchi non controllati di peronospora. Le piogge continue e persistenti hanno favorito un anticipo di infezioni.
Un gruppo di ricercatori della Fondazione Mach coordinato da Fulvio Mattivi è riuscito ad ottenere risultati importanti sul metabolismo delle molecole bioattive presenti nelle mele.
Le tre associazioni nazionali di apicoltori (ANAI, FAI, UNAAPI) non hanno firmato la Carta di San Michele all’Adige per la tutela delle sottospecie autoctone di Apis mellifera perché non condividono “nel metodo e nel merito” lo spirito dell’iniziativa.
Mentre in Trentino la superficie coltivata a Lambrusco foglia frastagliata ha conosciuto una progressiva e rapida involuzione, altrove...
Eliminare drasticamente l’impiego di fitofarmaci anche autorizzati non è possibile. Non è neppure raggiungibile la proposta di investire sul biologico, sul biodinamico e sulle colture alternative.