Il vitigno Nosiola è tra gli autoctoni trentini più conosciuti, ma ora meno diffusi. Anche per ragioni di mercato.
L’impollinazione incrociata è oggi più necessaria di mezzo secolo fa perché i frutteti costituiti da più di una varietà sono stati sostituiti da impianti mono varietali.
Trentino e Veneto pensano di utilizzare la nuova DOC (denominazione di origine controllata) Venezie e il relativo disciplinare per valorizzare maggiormente il vino Pinot grigio negli USA, ma non solo.
Il progetto di ricerca Ager conferma gli effetti salutistici derivanti dal consumo di mele e in particolare i legami tra la composizione delle mele e la protezione da malattie cardiovascolari, tumori e intolleranze.
Riprendiamo il tema dell'agricoltura familiare, proposto dall’Onu per l’anno 2014, perché né a livello mondiale né in Trentino è stato sufficientemente dibattuto.
Quattro documenti riguardanti vino e viticoltura che, salve le differenze legate alla finalità e ai territori di riferimento, hanno in comune, seppure parzialmente, il rapporto tra vini e turismo.
Nel corso della stagione 2014 il Centro per il trasferimento tecnologico non ha diffuso comunicazioni riguardanti la Drosofila sull’uva, nonostante ripetute richieste da parte di tecnici esterni dipendenti da cantine private e sociali.
Il Consorzio vini trentini ha predisposto un resoconto della vendemmia 2014 raccogliendo i dati dalle 120 cantine associate. Le uve raccolte hanno raggiunto 1.125.707 quintali. Rispetto al 2013 si conferma in aumento la prevalenza delle uve bianche sulle nere.
La mostra enologica di Aldeno ha raggiunto una grande e meritata notorietà. Ma ha perso in parte lo scopo iniziale: confrontare i vini Merlot del Trentino con quelli di altre regioni.
Dalla nascita, Cavit persegue la missione statutaria di assicurare ai viticoltori, tramite le cantine sociali, il massimo ricavo possibile. Il risultato è stato anche quest’anno raggiunto.
Il convegno tenuto presso la Fondazione Mach di S. Michele lo scorso 10 ottobre su “Il futuro del vino… ma con quali varietà?” ha rappresentato un momento di riflessione importante per gli addetti al settore.
Quest’anno a causa delle piogge persistenti e della temperatura inferiore alla media stagionale il diradamento naturalre è stato molto ridotto e i ricci sono rimasti piccoli.