Torna il Festival de L’Altramontagna “Il Fiore del Baldo”, che dal 4 al 7 giugno porterà uno sguardo contemporaneo e inclusivo in quota, scegliendo lo scenario suggestivo di Brentonico come laboratorio per riflettere sul futuro delle terre alte
L’iniziativa nasce con l’intento di recuperare e valorizzare l’esperienza della storica rassegna scientifica “Il Fiore del Baldo”, che nelle sue quattro edizioni tra il 1978 e il 1987 seppe catalizzare l’attenzione del mondo accademico nazionale, valorizzando il Monte Baldo come “hotspot” di biodiversità a livello europeo. Oggi, la visione editoriale de L’Altramontagna dà vita a un’occasione diffusa di divulgazione, confronto e sensibilizzazione sulle fragilità degli ecosistemi montani, messi a dura prova dai cambiamenti climatici e dalle trasformazioni sociali in atto.
In calendario ci sono talk, presentazioni di libri, spettacoli, laboratori per bambini e uscite guidate. Un ampio spazio sarà dedicato all’editoria di montagna e, ad arricchire l’esperienza dei visitatori, ci sarà inoltre un’area espositiva animata da diversi stand dislocati nel centro di Brentonico.
L’essenza del Festival risiede nella volontà di superare i filtri del mondo digitale per riscoprire la forza delle relazioni umane. «Sentiamo un bisogno di ritornare a presidiare i luoghi fisici, restituendo centralità all’incontro umano» spiegano il direttore de L’Atramontagna Luca Pianesi e il curatore Pietro Lacasella. «Crediamo che la complessità delle sfide attuali, dalla crisi climatica allo spopolamento, non possa esaurirsi dietro a uno schermo. Guardarsi negli occhi e dialogare in uno spazio condiviso è un’esperienza importante per generare una maggiore consapevolezza».
Giovedì 4 giugno vedrà escursioni botaniche alla scoperta delle erbe officinali, seguite da laboratori per bambini e ragazzi. Nel tardo pomeriggio, i riflettori si accenderanno a Palazzo Baisi con approfondimenti sulla botanica e l’alimentazione insieme allo chef stellato Peter Brunel, per poi passare al talk sul racconto della montagna tra libri e social network, che vedrà la partecipazione dello scrittore Marco Albino Ferrari, del geografo Mauro Varotto e del fondatore della casa editrice People Giuseppe Civati. Ha fatto registrare in poche ore il tutto esaurito la serata inaugurale con Marco Paolini, che sul palco del Teatro Monte Baldo porterà in scena il suo nuovo spettacolo “Bestiario idrico”.
Venerdì 5 giugno si aprirà, a Palazzo Baisi, con l’inaugurazione di importanti mostre fotografiche e documentarie dedicate alla crisi idrica nei rifugi alpini e al mondo della transumanza. I dibattiti del pomeriggio declineranno il tema floreale in ambito artistico e affronteranno il tema della comunicazione forestale e il rapporto tra ciclismo e montagna, con un focus sulla sicurezza stradale con Davide Cassani e Marco Scarponi. In serata, il Teatro Monte Baldo ospiterà la premiazione del concorso “Ti racconto il mio soccorso”, promosso dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con la partecipazione della guida alpina e soccorritore François Cazzanelli e del Coro Soldanella.
Il fine settimana entrerà nel vivo sabato 6 giugno con la presentazione di alcune recenti novità editoriali, tra cui lo studio sullo stato dei ghiacciai del Trentino condotto da Cristian Ferrari, presidente della SAT e vincitore del Premio Itas 2026 nella sezione Ricerca e ambiente. Dopo una spettacolare calata della Stazione Vallagarina del Soccorso Alpino dalla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, scienziati e botanici si confronteranno sulla flora che cambia. Di grande attualità sarà il talk delle 18.30 dedicato alla sostenibilità della pastorizia e alla coesistenza con i grandi carnivori, che vedrà dialogare accademici, pastori e rappresentanti del Parco Naturale Adamello Brenta e dell’associazione “Io non ho paura del lupo”. La giornata si chiuderà a teatro con il racconto drammatico della tragedia del Frêney del 1961, curato da Marco Albino Ferrari e introdotto da un contributo di Pietro Lacasella sulla figura di Walter Bonatti. Anche in questo caso, i posti sono esauriti.
Domenica 7 giugno il festival propone una passeggiata sonora nei boschi di San Valentino fino al Rifugio Baita Fos-ce, con le naturaliste del Muse Maria Bertolini e Chiara Bettega e la collaborazione di Giulia Tomasi (Fondazione Museo Civico di Rovereto). Poi, l’esperto di alpicoltura Gianni Rigoni Stern guiderà un atteso confronto sul destino delle malghe alpine, considerate un patrimonio a rischio di estinzione. Le note del Coro Soldanella e la presentazione scenica del romanzo “Il Duca” di Matteo Melchiorre, accompagnato da contrabbasso e violino, suggelleranno la chiusura della manifestazione.
Il festival ha ottenuto la certificazione “Eco Eventi del Trentino” rilasciata dall’Appa. Si invita il pubblico a utilizzare i trasporti pubblici e a rifornirsi d’acqua con la propria borraccia alle fontanelle del paese, bandendo l’uso della plastica monouso.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Per gli appuntamenti serali al Teatro Monte Baldo e per i laboratori pomeridiani dei ragazzi è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. In caso di maltempo, gli eventi all’aperto presso il Rifugio Baita Fos-ce saranno trasferiti nelle sale di Palazzo Baisi.