“Non esiste alcun progetto, interesse o intenzione volto alla dismissione o alla cessione della gestione dell’Ospedale San Camillo di Trento, che continua e continuerà a svolgere con impegno la propria attività di assistenza sanitaria a favore della comunità territoriale, operando in sinergia e integrazione con gli altri soggetti pubblici e privati del sistema sanitario e nel pieno rispetto delle direttive dell’Amministrazione provinciale”. Lo comunica in una nota l’Istituto Figlie di San Camillo.
“In relazione alle notizie recentemente diffuse circa una presunta ‘crisi’ dell’Ospedale San Camillo di Trento e, in particolare, a ipotesi di una possibile cessione della gestione della struttura, l’Istituto ritiene doveroso, a tutela dello sforzo e del lavoro di tanti, intervenire per smentire categoricamente tali indiscrezioni”, si legge nel comunicato.
“L’Istituto San Camillo, con i suoi cinque ospedali distribuiti in quattro regioni italiane, le tre RSA e gli altri servizi sanitari presenti sul territorio nazionale, ha avviato nel 2025 un articolato progetto di riorganizzazione finalizzato al superamento delle difficoltà economiche e finanziarie che interessano il settore. Tale percorso non ha mai previsto, né prevede, la cessione della gestione dell’Ospedale di Trento, bensì la dismissione di un ramo d’azienda relativo alla struttura di Brescia, come comunicato alle organizzazioni sindacali nella giornata del 14 maggio 2026″.
Ricordando le “ben note le criticità che oggi interessano il comparto sanitario” (carenza di infermieri e operatori sanitari, disparità retributive, costi connessi al rapido rinnovamento delle tecnologie e delle attrezzature mediche), l’Istituto Figlie di San Camillo precisa di continuare a investire “nelle risorse umane e nell’innovazione tecnologica, garantendo il rispetto dei budget assegnati dall’Amministrazione pubblica e chiedendo al contempo un ampliamento delle attività autorizzate, sia in termini quantitativi sia rispetto alla complessità dei casi trattati”.