Sotto le navate di Arte Sella

La Santa Messa del 13 settembre alla Cattedrale Vegetale di Arte Sella, in Val di Sella, rappresenta per la Chiesa trentina il momento centrale del “Tempo del Creato 2026”. La disponibilità di questo ambiente nasce dalla collaborazione con una delle realtà italiane più significativa all’incrocio fra arte e natura.

Nata dalla passione di un gruppo di persone poi costituitisi in associazione, è diventata in questi quarant’anni un luogo importante della Landart (come si definiscono quelle espressioni in cui l’artista interagisce e dialoga con il paesaggio), particolarmente importante e significativo per una regione ricca di natura e di biodiversità.

La bellezza della natura, le forme, i colori, i processi naturali sono alla base del grande lavoro di Arte Sella. Il rispetto, la contemplazione e la lode del Creato, l’impegno per la sua conservazione sono gli elementi essenziali della celebrazione del Tempo del Creato, lanciata ancora da papa Francesco. L’incontro, quindi, è stato quindi spontaneo e fecondo, portandoci a realizzare insieme la proposta della Messa alla Cattedrale Vegetale, realizzata dall’artista Giuliano Mauri nel 2001.

“Arte Sella” ha una prospettiva assolutamente laica sulla natura. Ma gli elementi di spiritualità sono certamente molti: dal nome di alcune opere (la Cattedrale Vegetale, origine, infinito…) alla ricorrenza di alcuni elementi (il cielo, i grandi spazi, il ciclo vitale…), alla ricerca dello spirito della natura.

Un altro importante motivo di consonanza sta nella cura dell’ambiente della Val di Sella: la grande attenzione alla qualità e alla manutenzione delle strutture, ma anche la sottolineatura dei processi naturali di invecchiamento, morte e rinascita. Ad essa si è ispirato pure il ripristino dei gravi danni causati nel 2018 dalla tempesta Vaia, con la precisa volontà di custodirne il ricordo.

Nella visione di cura rientra anche la massima attenzione a minimizzare eventuali impatti per l’ambiente e per i frequentatori del territorio, con il conseguente rifiuto di grandi appuntamenti e infrastrutture (strade, parcheggi, locali) che snaturerebbero il territorio. Il fatto infine che “Arte Sella” sia nata in un’area non caratterizzata dal turismo (nella quale porta 60mila persone ogni anno oltre al contributo di visibilità e di valorizzazione dell’ambiente naturale) aggiunge ulteriore importanza all’iniziativa, inserendosi nella discussione sull’overtourism e sulla monocultura turistica di alcune zone anche alpine.

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