Si sono festeggiati sabato 24 ottobre al Cantiere 26 di Arco con un concerto che ha riunito familiari, amici e comunità, i 10 anni dei Bandalock, il gruppo musicale nato all’interno del centro Anffas Trentino Percorsi per l’inclusione di Arco, che nel tempo ha trasformato la passione per la musica in un’esperienza di crescita personale e partecipazione alla vita del territorio.
I Bandalock uniscono canto e strumenti musicali, ma soprattutto mettono insieme storie, capacità e sensibilità diverse. Sul palco portano la propria energia e la capacità di raccontarsi attraverso le note, dando forma a un percorso collettivo nel quale la musica è diventata un veicolo di espressione, socialità e partecipazione. I primi passi risalgono al 2016, quando il gruppo ha iniziato a lavorare sulla lettura degli spartiti facilitati attraverso il metodo figure notes, che associa colori e simboli alle note musicali. La prima esibizione pubblica è arrivata nel febbraio 2018. Da allora i Bandalock hanno continuato a crescere, partecipando a eventi sul territorio e portando fuori dal centro il risultato del loro impegno.
Oggi il gruppo coinvolge sette persone con disabilità, quattro educatrici, una musicoterapista e due volontari. Le prove si svolgono ogni settimana e alternano il lavoro sonoro-musicale a quello sulle relazioni e sulle regole necessarie per suonare insieme. Il repertorio attraversa generi diversi: dalla musica popolare agli spiritual, dalla canzone italiana a quella internazionale.
«Come gruppo Bandalock ci troviamo per le prove ogni settimana e insieme a noi nel corso degli anni ci hanno aiutato diversi volontari. I brani proposti ripercorrono un po’ tutti i generi musicali, dal repertorio popolare allo spiritual, dalla musica pop italiana a quella internazionale. Ormai da diversi anni partecipiamo ad eventi sul territorio, portando il frutto del nostro grande impegno. Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro, vi abbiamo messo dedizione, costanza e passione», racconta Laura Lotti, musicoterapista di Anffas Trentino, che accompagna i Bandalock quasi fin dagli inizi. «L’esibizione è solo la punta dell’iceberg: tutto quello che avviene durante le prove è un percorso di crescita personale e di ricerca della qualità». Dietro ogni brano c’è infatti l’impegno a migliorarsi, come accade in qualsiasi gruppo musicale. Il compito degli operatori è aiutare ciascuno a esprimere le proprie potenzialità, partendo dall’ascolto e dall’osservazione della persona. «Cerchiamo di capire che cosa sanno fare bene e in che cosa possono migliorare. Anche la scelta dello strumento nasce da questa osservazione. Non sempre lo strumento preferito è quello che permette di esprimere al meglio le proprie competenze. Per questo lavoriamo sempre in équipe».
Gli strumenti e le modalità di apprendimento vengono adattati alle caratteristiche di ciascuno. Suonare insieme significa imparare ad ascoltare, rispettare i tempi degli altri, seguire una guida e trovare il momento giusto per intervenire. «Sotto l’esibizione c’è tutto un lavoro fatto di musica, ma soprattutto di ascolto degli altri. Ed è una capacità che serve anche nella vita», precisa Lotti. Gli incontri settimanali sono dedicati anche alle emozioni, al corpo e alla respirazione. Imparare a riconoscere ciò che si prova e a esprimerlo attraverso la musica contribuisce ad ampliare il proprio vocabolario emotivo. L’obiettivo è che, durante il concerto, arrivi al pubblico innanzitutto l’emozione della musica. «Vorremmo che chi ci ascolta fosse raggiunto prima dall’emozione della musica che dalla condizione di persone con disabilità. A quel punto – conclude Lotti – non parliamo più di disabilità, ma di musica».
In dieci anni sono cresciute l’autonomia e la responsabilità dei partecipanti nella gestione degli strumenti e dei materiali, insieme alle capacità musicali, all’ascolto e alla consapevolezza delle emozioni. Anche l’esibizione è diventata un momento atteso e desiderato. Il concerto del decennale ha celebrato questo cammino e le persone che lo hanno reso possibile, confermando il legame costruito negli anni con il territorio.