Tumore al seno: all’equipe della Breast Unit si aggiunge un nutrizionista

Nutrire adeguatamente il corpo per sostenere la cura e migliorare la qualità della vita delle pazienti con tumore al seno. È questo l’obiettivo del nuovo modello assistenziale promosso dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, grazie alla presenza di una figura dedicata alla nutrizione, inserita all’interno della Breast Unit, il centro multidisciplinare di Asuit per la diagnosi e cura del tumore al seno. Tutto ciò è stato possibile grazie alla borsa di studio annuale finanziata dall’Associazione Lotus – Oltre il tumore al seno.

Il progetto ha una durata iniziale di 12 mesi e nasce con l’obiettivo di integrare in modo strutturato la valutazione e il supporto nutrizionale nel percorso di cura, in parallelo ai principali snodi diagnostici e terapeutici. Il modello prevede infatti una presa in carico nutrizionale precoce e personalizzata, lungo le diverse fasi della malattia, dalla diagnosi ai trattamenti fino al follow-up.

“Integrare fin dall’inizio il supporto nutrizionale nel percorso di cura delle nostre pazienti non è un semplice complemento – ha dichiarato la coordinatrice della Breast Unit Antonella Ferro – ma una parte essenziale della terapia oncologica. La malnutrizione e i disturbi legati alle cure rischiano di incidere pesantemente sulla qualità della vita, sull’aderenza ai trattamenti e sulla continuità assistenziale. Grazie al lavoro di questa figura dedicata, rafforziamo la presa in carico globale della donna all’interno della Breast Unit e creiamo un collegamento costante anche con la rete sanitaria del territorio. Con questo progetto vogliamo fare un passo ulteriore – aggiunge Antonella Ferro –: portare la competenza nutrizionale dentro il percorso oncologico fin dalle fasi iniziali, rispondendo anche a una richiesta sempre più forte delle pazienti, che desiderano indicazioni affidabili sull’alimentazione già dal momento della diagnosi. Non si tratta soltanto di offrire un consiglio alimentare, ma di costruire una presa in carico personalizzata e continuativa, capace di intercettare precocemente i problemi nutrizionali e di accompagnare la paziente durante le diverse fasi della cura. E il ruolo della nutrizione non si esaurisce con la fine delle terapie: durante il follow-up può diventare uno strumento importante di prevenzione e di promozione della salute, anche oltre il tumore della mammella. Al tempo stesso, vogliamo misurare concretamente il valore di questo intervento, per capire se e come possa diventare parte stabile dell’organizzazione”.

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