Domenica 20 settembre – Premio di consolazione

Nella mia carriera sportiva sono sempre stata un asso nel prendere i premi di consolazione. Il mio posto era assicurato in panchina. Alle lotterie di paese ho sempre vinto premi del calibro di pacchetti di fazzoletti di carta o al massimo monoporzioni di biscotti Loacker, spesso accompagnati proprio dalla frase evangelica di oggi. Sembra una magra consolazione, e invece è un concetto potente: sapere che per Dio non valiamo in base ai nostri meriti o fortune, ma ci ama così come siamo. In panchina, apparentemente sfortunati, senza lustrini. E questa è la vera consolazione, Dio che spezza la nostra solitudine e ci abbraccia.

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