È uno speciale cortile climatico quello che è stato presentato questa mattina alla scuola primaria Savio di via San Pio X, nell’ambito del progetto pilota Più fresco per tutti! promosso dal Comune di Trento e costruito in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (Dicam) dell’Università di Trento attraverso il protocollo Unicittà.
L’iniziativa rientra nelle azioni del Piano del Verde comunale e punta a trasformare i cortili scolastici in spazi più freschi, verdi e permeabili, capaci di contrastare le isole di calore e migliorare il benessere della comunità scolastica. Nel dettaglio gli interventi realizzati alla scuola Savio hanno riguardato la rimozione di parte della pavimentazione in asfalto che è stata sostituita con una nuova superficie drenante, in grado di favorire una migliore gestione delle acque meteoriche e ridurre l’accumulo di calore. È stato inoltre realizzato un gazebo ombreggiato di 4 metri per 4 con panchine e due fioriere laterali in acciaio corten, nelle quali sono state messe a dimora piante rampicanti di vite americana, così da creare un luogo di sosta e didattica all’aperto. Inoltre è stata installata una fontana in ghisa e sono stati piantati nuovi alberi per aumentare l’ombra nel piazzale. Per garantire l’acqua alle nuove aree verdi è stato installato un impianto di irrigazione automatizzato.
Il nuovo cortile, come previsto dal progetto pilota, sarà anche uno spazio di educazione ambientale e ricerca. In collaborazione con i ricercatori dell’Università di Trento, gli studenti parteciperanno a laboratori dedicati ad acqua, suolo, biodiversità e clima, realizzando semplici esperimenti e imparando a utilizzare strumenti per il monitoraggio dei dati relativi al clima. Sono previste anche camminate climatiche, durante le quali gli studenti potranno osservare e mappare la vegetazione urbana attraverso l’app open source iNaturalist e raccogliere dati sul microclima con sensori mobili. Il progetto prevede inoltre misure di temperatura, umidità e comfort termico e simulazioni con il software ENVI-met, per verificare scientificamente gli effetti degli interventi. Gli studenti diventano così citizen scientists, partecipando alla raccolta dei dati e comprendendo concretamente come il verde possa contribuire all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il progetto coinvolge complessivamente quattro scuole della città. Oltre alla primaria Savio in via San Pio X, interventi sono stati eseguiti alla scuola secondaria di primo grado Bresadola in via del Torrione, alla scuola primaria Nicolodi e alla secondaria di primo grado Bronzetti-Segantini in via Veneto. Ogni cortile è stato trasformato con soluzioni progettate sulle caratteristiche dello spazio disponibile, ma accomunate dalla stessa filosofia, quella di sostituire il grigio dell’asfalto con il verde e con idee basate sulla natura (rispondendo al principio Nature-Based Solutions).
Nel cortile lato sud della scuola Bronzetti-Segantini sono state disposte nuove fioriere lineari lungo gli 8 metri del gazebo esistente, è stata messa a dimora la nuova vegetazione rampicante che incrementerà l’ombreggiamento naturale, contribuendo a ridurre la radiazione solare diretta.
Alla scuola Bresadola nel cortile interno sono stati inseriti orti pensili integrati nelle sedute delle fioriere alte, trasformando gli spazi di sosta in luoghi di coltivazione, osservazione e apprendimento. È stata inoltre rivista la riorganizzazione delle superfici del cortile con la pittura per delimitare le aree di gioco, sosta e orticoltura.
Alla scuola primaria Nicolodi, infine, sono state valorizzate le aree già ombreggiate dagli alberi esistenti attraverso nuovi spazi dedicati alla sosta con l’installazione di nuove panchine lungo il lato sud. I quattro interventi puntano a ridurre le superfici impermeabili, aumentare il verde e la biodiversità, migliorare il drenaggio delle acque e creare zone più ombreggiate e confortevoli. Il progetto nasce inoltre come esperienza pilota per definire una metodologia replicabile nella riqualificazione climatica dei cortili scolastici e, più in generale, degli spazi pubblici urbani.
Ma il valore dell’iniziativa va oltre i quattro interventi previsti. Più fresco per tutti! nasce infatti come progetto pilota con l’obiettivo di definire un modello replicabile per la riqualificazione climatica dei cortili scolastici cittadini e, più in generale, degli spazi pubblici urbani. Un’esperienza destinata a coinvolgere scuole, famiglie, quartieri e comunità locale, contribuendo a diffondere una nuova cultura dell’adattamento climatico e della biodiversità urbana. Perché costruire una città più resiliente significa anche partire dai luoghi in cui crescono le nuove generazioni.
Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla Transizione ecologica, verde e parchi del Comune di Trento Andreas Fernandez, la dirigente dell’Istituto comprensivo Trento 3 Lina Broch e il professore del Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento Lorenzo Giovannini, insieme ad alcune classi della scuola Savio e Ravina 2, che hanno dato avvio alle prime attività laboratoriali e di monitoraggio. “Con il progetto dei cortili climatici vogliamo rendere gli spazi delle scuole della città più vivibili, verdi e confortevoli, contribuendo concretamente a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici – ha spiegato l’assessore alla Transizione ecologica, verde e parchi del Comune di Trento Andreas Fernandez –. Ma allo stesso tempo questi interventi hanno anche un importante valore educativo: conoscere ambiente e clima significa diventare cittadini più consapevoli e capaci, domani, di compiere scelte migliori”.
Un aspetto sottolineato anche da Giovanna Ulrici, capoufficio dell’ufficio Parchi e giardini del Comune di Trento: “Tra le tante cose che sono state realizzate in questo cortile, mi preme sottolineare il valore della nuova pavimentazione: l’acqua piovana può infiltrarsi nel terreno, contribuendo a mantenere il suolo umido e a sostenere la crescita delle piante. La vegetazione, attraverso la traspirazione, contribuirà inoltre a rendere il cortile più fresco. La fontana e il gazebo completano uno spazio pensato anche per la didattica e per la cura dell’ambiente”.
Per la dirigente dell’Istituto comprensivo Trento 3, Lina Broch, il coinvolgimento della scuola rappresenta soprattutto un investimento sul futuro: “Siamo stati molto fortunati a essere scelti per questo progetto e voglio rivolgere un ringraziamento particolare al Comune di Trento, all’Università di Trento e alle insegnanti che rendono possibile questa esperienza. Il vero giardino, il vero parco, il vero orto in cui far crescere il futuro sono le classi, sono le bambine e i bambini che ogni giorno frequentano le scuole. Se imparano a conoscere il clima e a comprendere le conseguenze che le nostre azioni possono avere sull’ambiente, saranno loro a fare la differenza”.
Il progetto unisce infatti la riqualificazione fisica degli spazi a un percorso di educazione ambientale e ricerca. “Cercheremo di capire che cosa significa piantare alberi e avere vegetazione anziché asfalto – ha spiegato Lorenzo Giovannini, professore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento –. Abbiamo vissuto un’estate molto calda e i cambiamenti climatici stanno facendo aumentare progressivamente le temperature. Attraverso i laboratori impareremo che, per comprendere questi fenomeni, è importante anche misurare. In questa scuola, come nelle altre coinvolte nel progetto, installeremo strumenti meteorologici per rilevare dati su acqua, vento e temperatura e capire quali sono i benefici di un cortile più fresco».