Il consigliere di Rovereto Vaccari respinto da Israele. Per lui un divieto d’ingresso nel Paese di 10 anni

Nella giornata di lunedì 31 agosto Tommaso Vaccari, attivista nonviolento e consigliere del Comune di Rovereto con delega alla Pace e alla Cooperazione Internazionale, ha subìto un fermo e un provvedimento di respingimento al King Hussein Bridge, al confine tra Giordania e Cisgiordania, controllato da Israele, che gli ha impedito l’ingresso in Israele e quindi anche ai territori palestinesi occupati. Vaccari aveva programmato un viaggio autofinanziato con l’obiettivo di fare visita ad alcuni progetti di volontariato internazionale e di incontrare alcune municipalità e associazioni con cui il Comune di Rovereto sta avviando percorsi di conoscenza reciproca.

Come spiega lo stesso Vaccari in una nota, in seguito al controllo, gli è stato notificato un provvedimento di divieto d’ingresso nel territorio israeliano della durata di 10 anni. I funzionari di sicurezza israeliani hanno sottoposto il consigliere a un fermo, mostrandogli un vero e proprio dossier di numerose pagine, preso principalmente dai social network, che riportava l’attività politica e di attivismo svolta nei mesi ed anni scorsi in favore della pace in Medio Oriente. Hanno poi motivato l’espulsione definendolo un “attivista contro Israele” e, per questo motivo, respinto, nonostante fosse in possesso di visto, regolarmente chiesto ed ottenuto dal governo israeliano. A seguito dell’accaduto, Tommaso Vaccari è rientrato in Italia in queste ore, in anticipo rispetto ai programmi previsti.

“Quanto accaduto rappresenta una evidente limitazione personale e conferma come il governo israeliano ostacoli in qualsiasi modo il supporto e l’appoggio che l’opinione pubblica internazionale prova a portare nei territori occupati, arrivando addirittura a revocare un visto già concesso. Tuttavia, ciò che è accaduto a me e che spesso accade ad altri volontari e volontarie internazionali è ben poca cosa rispetto alle sofferenze che la popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania subisce quotidianamente sotto il peso di un’occupazione sempre più violenta. Il mio viaggio aveva una finalità chiara: sostenere progetti di volontariato e creare reti solidali tra municipalità. È evidente che per il governo israeliano chi lavora per la pace non è il benvenuto. Voglio ringraziare di cuore tutte le persone che in queste ore mi hanno fatto arrivare la loro solidarietà, con tutte loro ci siamo ripromessi di continuare il lavoro di difesa dei diritti dei palestinesi che non può e non deve essere criminalizzato o ridotto al silenzio. Hanno bloccato la mia persona ma non fermeranno i nostri ideali e il nostro lavoro condiviso”, dichiara Vaccari.

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