Protesta sanitari contro software ospedale in tilt, CIMO-FESMED chiede registrazione fermi per tutelare medici in caso di contenzioso

L’ospedale Santa Chiara di Trento. Foto ufficio comunicazione Apss

Oltre 300 professionisti questa mattina, martedì 1° settembre, hanno partecipato all’assemblea e al sit-in davanti all’ospedale Santa Chiara di Trento, organizzati unitariamente dai sindacati dei medici e dei professionisti sanitari, per protestare contro i continui malfunzionamenti del sistema informativo dell’ospedale che mettono a rischio la sicurezza delle cure.

“Il sistema informativo ospedaliero – spiega Sonia Brugnara, presidente CIMO-FESMED Trentino – è il posto dove si vede la storia del paziente, si prescrive, si controlla un dosaggio, si legge un referto, si passa la consegna al collega del turno dopo. E se si ferma, come successo decine di volte negli ultimi mesi, si lavora al buio, decidendo con le poche informazioni che il paziente ricorda, ricostruite a voce. Poi, quando il sistema si riattiva, bisogna inserire in differita, in coda al turno, i dati raccolti su carta, con il rischio di omissioni, doppie registrazioni e cronologie ricostruite in modo errato, che potrebbero arrecare danni gravi non solo al paziente, ma anche al medico”.

“Ricordiamo infatti – aggiunge Brugnara – che la cartella clinica è documentazione a rilevanza giuridica. Quando il sistema si ferma e la registrazione avviene fuori tempo, incompleta, su supporto provvisorio o ricostruita ore dopo, il fatto che vi sia stato un problema informatico non compare da nessuna parte. In sede di contenzioso non si valuta il sistema informativo, ma il professionista e una documentazione che l’organizzazione gli ha impedito di produrre correttamente. È una sproporzione che non siamo disposti ad accettare oltre”.

“Chiediamo quindi di registrare i fermi nel sistema di gestione del rischio clinico, rendendo il tracciamento accessibile al professionista e utilizzabile in sede di contenzioso, e di coinvolgere il personale clinico nella progettazione dei piani di continuità – dichiara la presidente CIMO-FESMED Trentino -. Chiediamo poi esercitazioni periodiche e verificate in ogni unità operativa prima di ogni aggiornamento programmato e parametri di ripristino uniformi per tutti i settori clinici. Infine, l’audit indipendente annunciato dall’azienda dovrà includere una valutazione del rischio clinico, con metodo dichiarato e risultati resi pubblici”.

“Fino ad oggi il servizio ha retto perché medici, infermieri, tecnici e amministrativi hanno compensato con attenzione, memoria, doppie verifiche e ore in più ciò che il sistema non garantiva. Ma una sicurezza affidata alla prestazione individuale non è sicurezza. È fortuna organizzata”, conclude Brugnara.

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