“Non toccate i Cpr”. La capogruppo della Lega Stefania Segnana contro Marta Anderle (Anpi)

L’Aula del Consiglio regionale. (c) Foto Gianni Zotta

Doveva essere uno dei normali appuntamenti istituzionali relativi all’istruttoria del disegno di legge provinciale n. 49 riguardante l’“Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio in provincia di Trento”, proponente e prima firmataria la consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri. Ma l’audizione nella Commissione consiliare competente – altre si erano già svolte in precedenza per raccogliere osservazioni e proposte prima della prosecuzione dell’iter legislativo del testo, interpellando, per dire, Università, FBK, Consiglio delle autonomie locali… – è stata segnata dall’inaspettata e inusitata intemerata della consigliera Stefania Segnana, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, nei confronti di Marta Anderle, presidente della sezione Anpi di Trento e rappresentante del Trentino-Alto Adige nel Coordinamento Nazionale Donne Anpi, figura di spicco del movimento pacifista trentino, attiva nel gruppo Donne in nero e tra le promotrici della raccolta di firme per un disegno di legge di iniziativa popolare per riportare l’educazione alla parità di genere dentro le scuole trentine.

Mentre Anderle svolgeva il suo intervento in Commissione, motivando la necessità di istituire l’Osservatorio anche quale “presidio di attenzione” sul Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che si dovrebbe realizzare a Trento, Segnana manifestava insofferenza crescente per le critiche rivolte al presidente della Provincia Fugatti, sostenendo si trattasse di divagazioni dal tema trattato.

Che stava dicendo Anderle di così disturbante? Che i Cpr sono strutture assolutamente inutili ai fini della sicurezza urbana, “a fronte di una drammatica lesione dei diritti umani al loro interno”, portando a sostegno di tali affermazioni autorevoli fonti e la voce di tanti vescovi delle diocesi dove i Cpr sono già presenti, e della stessa Conferenza Episcopale Italiana, citando poi lo stesso vescovo di Trento Lauro Tisi e le sue ripetute prese di posizione sul tema.

Non paga, Segnana è tornata sulla questione durante il dibattito in Aula sull’assestamento di bilancio, lanciandosi in una difesa d’ufficio di Fugatti e – forse ricordandosi della diretta streaming – dei Cpr (“La sicurezza dei trentini viene prima di tutto”), stigmatizzando le parole pronunciate da Anderle in Commissione quali espressione di odio nei confronti di Fugatti, “un odio che fomenta odio”.

Pacata e ferma la replica di Marta Anderle, affidata a un breve scritto. “Difficile respingere gli insulti che la consigliera Segnana ha rivolto a me, all’Anpi e a tutta la Rete di associazioni che hanno espresso contrarietà al Cpr”, afferma Anderle, “perché le argomentazioni della Consigliera non confutano parole, argomentazioni e ragionamenti da me esposti”. Per concludere con l’invito a Segnana “a restare nell’ambito del confronto democratico anche con le associazioni che la criticano e a non lanciare gratuite e infondate accuse” alle realtà che non conosce. “Una maggior conoscenza della realtà trentina, al di là delle sagre, potrebbe servire”.

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