In occasione della tradizionale Festa in Montagna, le comunità di Storo e di Darzo si sono strette oggi attorno al proprio sito minerario in località Marìgole (1100 metri di quota) per l’inaugurazione ufficiale degli importanti lavori di ristrutturazione che hanno ridato vita ad alcuni storici edifici e alla galleria Santa Barbara. L’evento, ideato e promosso dall’Associazione Miniere Darzo APS, ha visto la partecipazione corale di cittadini, ex lavoratori, istituzioni, imprese e partner culturali, tutti uniti nel celebrare lo sviluppo di un patrimonio unico che ha segnato la storia socio-economica del Trentino sud-occidentale.
La manifestazione ha preso il via fin dal mattino con le visite guidate ai comparti appena riqualificati: le ex officine, la sala compressori e la segheria. A rendere l’esperienza unica sono state le testimonianze dirette di ex lavoratori e lavoratrici dell’industria della barite, che hanno accompagnato i visitatori nei luoghi della loro quotidianità passata. Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulla Galleria Santa Barbara, dove il pubblico ha potuto apprezzare le importanti novità allestitive introdotte. Il momento centrale è stato il taglio del nastro, avvenuto a metà giornata alla presenza delle autorità, fra cui l’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa, il sindaco di Storo Nicola Zontini, il presidente dell’Apt Madonna di Campiglio Tullio Serafini, il vicepresidente de La Cassa Rurale Agvp Marco Baccaglioni, il presidente dell’Asuc Darzo Davide Donati, il presidente Miniere Darzo Emanuele Armani con la vicepresidente Marisa Marini, il direttore del MUSE Massimo Bernardi e quello della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi. Al termine la benedizione di don Andrea Fava, parroco di Darzo.
Accanto alla memoria, c’è stato spazio per l’arte e l’innovazione: è stata infatti svelata l’installazione permanente realizzata dagli studenti dell’istituto Polo Veronesi (indirizzo MADE design industriale di Rovereto) nell’anno scolastico 2025-2026, un’opera d’arte nata per ringraziare pubblicamente tutti i donatori del progetto. La giornata è stata arricchita da intermezzi musicali e dalle degustazioni di prodotti locali curate dal punto ristoro.
“Il recupero del sito delle Miniere di Darzo dimostra come la memoria storica possa trasformarsi in un motore di sviluppo culturale e turistico per le nostre valli. La Provincia crede fortemente in questi progetti, che sanno mettere in valore, anche per le future generazioni, le specificità dei territori, inserendoli in una rete museale d’eccellenza. Qui si concretizza un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che innova le pratiche e diffonde il senso di responsabilità di custodire in modo attivo il patrimonio comune”, ha sottolineato l’assessore provinciale all’istruzione e cultura, Francesca Gerosa. “Siamo molto soddisfatti perché questa inaugurazione segna la riapertura di un sito che ha dato tanto alla comunità di Darzo e di Storo, creando sviluppo economico e opportunità di lavoro in un territorio allora prevalentemente contadino – le parole del sindaco di Storo Nicola Zontini -. È anche l’occasione per ricordare le generazioni di lavoratori e le famiglie che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità, assieme alle attività artigianali che all’epoca nacquero attorno al sito minerario. Con l’apertura del polo museale si aggiunge inoltre una nuova proposta culturale e turistica per la Valle del Chiese e l’intero ambito Campiglio Dolomiti, valorizzando ulteriormente l’offerta del territorio”.
“Questo momento è importante per almeno due ragioni: da un lato la chiusura di un cerchio che oggi connette le attività a forte impatto sociale e ambientale del secolo scorso con il presente e futuro di un luogo culturale orientato alla sostenibilità. Dall’altro il concretizzarsi di un “modello Chiese” basato sullo sviluppo locale “dal basso” che a partire dai numerosi poli culturali, dal Parco Fluviale, dall’imprenditorialità artigiana e dalle attività che fanno vivere la montagna può proporre un disegno unitario di valorizzazione e nuova occupazione per questa preziosa area del Trentino”, le parole del direttore del MUSE-Museo delle Scienze di Trento Massimo Bernardi.
“Come Fondazione Museo storico del Trentino abbiamo avuto il privilegio di seguire fin dalle origini il progetto di valorizzazione del sito minerario di Darzo. Una valorizzazione portata avanti con tenacia e competenza dall’Associazione Miniere Darzo e dall’intera comunità – ha ricordato il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi – Il patrimonio di memorie e di storie che è stato recuperato negli anni è straordinario. Permette di rileggere la storia del lavoro in miniera e con essa le trasformazioni economiche e sociali che hanno caratterizzato il territorio. Ci sono tutte le condizioni per sviluppare attorno alle ‘miniere di Darzo’ un modello di gestione e di valorizzazione del patrimonio che veda protagonista la comunità, l’associazionismo e la rete delle istituzioni museali del Trentino. Come Fondazione Museo storico del Trentino ci impegniamo, in questo contesto, a fare la nostra parte”.