Dalla scorsa primavera ventiquattro persone con disabilità hanno iniziato a sperimentare la vita autonoma in otto appartamenti di proprietà del Comune distribuiti in varie zone della città di Trento. A gestirli è la cooperativa La Rete, che cura l’accompagnamento delle persone inserite negli alloggi insieme al servizio Welfare e coesione sociale.
Nei mesi scorsi alcuni degli appartamenti sono stati sottoposti a ristrutturazione, tutti sono stati arredati e attrezzati con svariati dispositivi domotici che facilitano la vita quotidiana degli inquilini. Gli arredi e gli spazi sono stati studiati a seconda della tipologia di disabilità, motoria o cognitiva- sensoriale: per esempio in alcuni alloggi il piano di lavoro della cucina può alzarsi o abbassarsi a seconda delle attività e delle persone che lo utilizzano, i pensili sono motorizzati e gli elettrodomestici sono stati individuati e posizionati in modo da consentirne un agevole utilizzo per chi si muove in sedia a rotelle. Il piano cottura ha una pulsantiera fisica per il disabile visivo, touch per il disabile cognitivo o motorio. Gli armadi hanno la luce interna che si accende automaticamente e, negli appartamenti destinati a persone con disabilità motoria, hanno l’asta appendiabiti che si abbassa. Sempre negli appartamenti per persone con disabilità motoria, i box doccia sono privi di scalino, i pavimenti sono antiscivolo, le scrivanie hanno un meccanismo elevatore. C’è un pannello di controllo che gestisce le principali funzionalità della casa, dalle luci agli ombreggianti al riscaldamento. Le soluzioni sono state individuate seguendo le linee guida dell’Asuit e in collaborazione con la cooperativa La Rete che gestisce gli appartamenti.
Gli otto appartamenti si trovano in via Gocciadoro, in via Paludi e via Sant’Anna a Gardolo e a Mattarello in piazza Quintilio Perini, dove oggi, martedì 23 giugno, è stato presentato il progetto alla presenza del sindaco Franco Ianeselli, dell’assessore provinciale alla Sanità Mario Tonina, dell’assessora comunale ai Lavori pubblici Gianna Frizzera e dell’assessora alle Politiche sociali Giulia Casonato.
“Per noi questo rappresenta un passaggio fondamentale: è un modello innovativo di abitare, centrato sull’autonomia e sull’autodeterminazione delle persone”, ha commentato il direttore de La Rete Mauro Tommasini. “Non credo che in Italia esista qualcosa del genere che avrà una scuola dell’abitare come nucleo di sperimentazione. A questi otto appartamenti, che rappresentano una nuova fase progettuale, si affiancano altri sei alloggi già attivi da dieci anni, che ormai rappresentano una realtà consolidata. Quello che oggi vediamo realizzato, quindici anni fa era soltanto un’idea, quasi un sogno. La cultura dell’inclusione che abbiamo contribuito a costruire insieme e la fiducia dimostrata dal Comune di Trento hanno permesso di anticipare principi che oggi ritroviamo pienamente affermati nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: il diritto di ogni persona a scegliere il proprio progetto di vita e a essere protagonista del proprio futuro”.
Alcuni degli appartamenti sono stati radicalmente ristrutturati dal servizio Gestione fabbricati del Comune, che ha investito 586 mila euro sui lavori. Successivamente, il servizio Edilizia pubblica si è occupato degli arredi, dei tendaggi e dei dispositivi elettronici e domotici: questi ultimi interventi sono stati finanziati con fondi Pnrr (534.000 euro in totale). L’investimento complessivo dunque supera il milione e centomila euro.