A Rovereto da settembre arriva il Oriente Occidente Dance Festival

È stato presentato stamattina alla sala di Rovereto della Fondazione Caritro il Oriente Occidente Dance Festival che si terrà a Rovereto, dal 3 al 12 settembre, per la sua 46ª edizione. Con un’ulteriore anteprima il 2 settembre. Dieci giorni di programmazione, più di 45 eventi e 15 compagnie per un percorso che attraversa danza, performance, incontri e pratiche artistiche contemporanee.

Il cartellone artistico è stato presentato dal direttore artistico Lanfranco Cis e dal curatore associato Marcos Morau, dopo un’introduzione del Presidente Paolo Baldessari che ha commentato il momento di transizione che Oriente Occidente sta vivendo: «In un contesto come quello che il settore culturale sta attraversando, Oriente Occidente intende far leva su un’identità valoriale solida e su una stabilità costruita nel tempo, unite alla volontà di affrontare le sfide future. Una open call per la direzione artistica è aperta, durante l’estate ci saranno le selezioni e il lavoro del nuovo team curatoriale inizierà in autunno». Presenti alla conferenza stampa anche la Sindaca Giulia Robol e assessora alla Promozione Artistica, Culturale e al Turismo del Comune di Rovereto, Micol Cossali.

La programmazione si snoda in diversi spazi e luoghi di Rovereto, dal Teatro Zandonai al MART, fino al centro della città e l’Urban Center, coinvolgendo luoghi simbolo e contesti inattesi. Doppio appuntamento anche al Muse di Trento. Accanto a questi, uno spazio inedito prende forma per il 46° Oriente Occidente: un’arena nella galleria coperta affacciata sul Leno nei nuovi spazi produttivi di Progetto Manifattura.

Il secondo capitolo di Corpi Assenti sposta l’attenzione dal concetto di “assenza” a quello di “vuoto”. Non come mancanza, piuttosto come condizione del possibile. Se tutto appare pieno, compatto, già definito, il vuoto riapre uno spazio necessario: dove non c’è spazio per perdersi, non si cerca una strada nuova. In un presente segnato dalla fragilità delle narrazioni collettive e dall’indebolirsi dei riferimenti culturali, il vuoto torna come una condizione da riconoscere e abitare, l’unica capace di riattivare il senso del ritrovarsi, con sé stessi e con gli altri. “Vuoto” è l’intervallo che permette l’incontro, il tempo di passaggio tra ciò che è stato e ciò che sarà, è il silenzio che permette la musica, lo spazio che concede alla danza di esistere.

Attraverso spettacoli, performance, incontri e dialoghi, Oriente Occidente si conferma un luogo della cultura, dove espressione e confronto trovano terreno fertile, dove è possibile moltiplicare le visioni e costruire comunità. La proposta è quella di guardare al mondo attraverso la lente dell’arte e delle sue espressioni per cercare chiavi di lettura non scontate e darsi la possibilità, nel vuoto, di cambiare traiettoria. Anche quest’anno il Festival intreccia spettacoli di rilievo internazionale, eventi gratuiti e momenti di approfondimento, attraversando linguaggi e prospettive differenti. Dove quell’attimo di vuoto è la sospensione che concede l’incontro tra culture che fa parte della più profonda identità di Oriente Occidente. Un invito a stare, insieme, nel qui e ora per capire cosa può iniziare davvero.

vitaTrentina

Got Something To Say?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

vitaTrentina