Donata Borgonovo Re è stata eletta nuova presidente di Centro Astalli Trento, al termine dell’assemblea annuale dei soci che si è svolta presso Casa San Francesco venerdì 29 maggio, che ha anche approvato il bilancio dell’associazione — confermandone la solidità economica — e ha rinnovato il consiglio direttivo.
Donata Borgonovo Re, professoressa di diritto pubblico e diritto delle migrazioni all’Università di Trento, già Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, assessora provinciale alla salute e alla solidarietà sociale, avvocata e voce pubblica riconosciuta sul tema della cittadinanza attiva e dei diritti fondamentali. Una figura che porta nella guida dell’associazione un profilo scientifico e istituzionale di primo piano, maturato nel corso di decenni al crocevia tra diritto, democrazia e accoglienza.
Il consiglio direttivo è così composto: Marzio Fait, Francesco Benanti, Laura Pedri, Giorgio Dossi, Emanuele Zoller. Resta in consiglio, come membro uscente, Stefano Graiff, che ha guidato l’associazione nel mandato precedente. Invitato permanente è Padre Alberto Remondini.
Il bilancio dell’anno trascorso restituisce un’immagine nitida di cosa significhi, concretamente, il lavoro di Centro Astalli Trento: 530 migranti accompagnati attraverso servizi di orientamento sociale e lavorativo. Non numeri, ma storie. Persone che hanno trovato in questa associazione uno spazio in cui essere ascoltate, sostenute, indirizzate — non gestite.
La nuova presidente Donata Borgonovo Re è figura ben nota nel panorama civico e accademico trentino. Alla Facoltà di Giurisprudenza di Trento insegna Diritto delle migrazioni ed è responsabile scientifica del progetto “SuXr – Studenti universitari per i Rifugiati”. I suoi interessi di ricerca si concentrano sui percorsi di accoglienza e integrazione, sui corridoi umanitari e sulla tutela dei diritti fondamentali delle persone vulnerabili. Ha presieduto in passato la Cooperativa di solidarietà sociale Villa S. Ignazio di Trento.
La sua elezione alla presidenza di Centro Astalli Trento rappresenta un punto di continuità con la vocazione profonda dell’associazione: quella di essere non solo un luogo di servizio, ma una presenza culturale e civile che contribuisce a costruire una comunità capace di accogliere.