Per rispondere a una delle emergenze più sentite dal tessuto produttivo locale, la giunta comunale di Rovereto ha dato il via libera ai bandi e agli schemi di contratto del capitolo “Abitare per i lavoratori”, inserito nel più ampio Piano Emergenza Casa. L’iniziativa punta a scardinare il paradosso delle imprese che, pur avendo posizioni aperte, faticano ad attrarre personale a causa di un mercato immobiliare saturo e inaccessibile. La strategia del Comune chiama in causa direttamente il mondo produttivo: le aziende sono invitate a farsi carico del problema, agendo come intermediari e garanti per i propri dipendenti.
In questa prima fase, l’amministrazione mette sul tavolo 11 alloggi: 5 sono già pronti per l’uso (situati tra via Flaim e via Zigherane), mentre altri 6 necessitano di interventi di ristrutturazione che saranno a carico delle imprese assegnatarie. L’operazione, che vede la collaborazione della Fondazione Trentino Abitare e che ha avuto un grande e fattivo sostegno da parte di Trentino Sviluppo e Confindustria, punta a innescare un circolo virtuoso. L’obiettivo macroscopico è stimolare i proprietari privati a rimettere sul mercato gli alloggi sfitti, rassicurati dalla solvibilità e dalle garanzie offerte dalle imprese, ma intanto si interviene nel concreto con una soluzione subito perseguibile.
A breve saranno pubblicati due avvisi pubblici. La selezione avverrà tramite un’asta ad evidenza pubblica basata su parametri esclusivamente qualitativi. Successivamente, una commissione tecnica valuterà i progetti prima di procedere con l’assegnazione definitiva degli immobili.
“Il progetto – sottolinea la sindaca, Giulia Robol – mira ad aiutare lavoratori e lavoratrici non in ruoli apicali con contratto aziendale nel territorio di Rovereto, le cui aziende potranno fare richiesta degli alloggi tramite bando che sarà gestito da Fondazione Abitare, ente selezionato ad occuparsi del progetto. Grazie alla collaborazione con Confindustria e Trentino Sviluppo, questa proposta è un primo esperimento che cerca di aiutare il mondo lavorativo attraverso il tramite dell’azienda che può aderire al bando di selezione pubblica. Una risposta che ha un valore sociale e che vuole dare un segnale di fiducia al mercato degli affitti stimolando il privato a mettersi in gioco”.