Mostra fotografica di Alcide Degasperi inaugurata a Bezzecca

Una foto storica di Alcide De Gasperi

Nella biblioteca della Valle di Ledro di Bezzecca martedì pomeriggio è stata inaugurata la mostra fotografica “Alcide Degasperi, album trentino”. Un’iniziativa culturale nata da un’idea della Presidenza del Consiglio, organizzata dal capo di gabinetto, Chiara Bertolini e curata per la parte storica da Marco Odorizzi della Fondazione trentina Degasperi e Elena Tonezzer della Fondazione museo storico con la consulenza iconografica di Paolo Magagnotti.

Un percorso di immagini sul rapporto dello statista con la sua terra e sul peso che essa ha avuto nella sua formazione umana e politica. La mostra è stata inaugurata per la prima volta il 5 settembre scorso, nella Giornata dell’Autonomia, a palazzo Trentini, sede del Consiglio provinciale, ma è stata pensata per essere itinerante e ha già fatto tappa a Dro e a Borgo Valsugana e nel corso dell’estate affronterà un tour in valle di Non.

L’incontro di Bezzecca è stato aperto dal saluto del sindaco di Ledro, Claudio Oliari, che ha sottolineato l’importanza di questa operazione culturale che ha lo scopo di far conoscere, in particolar modo ai giovani, questa grande figura di trentino. Il Presidente del Consiglio, Claudio Soini, ha ricordato che questa mostra, che è stata preceduta da “Degasperi, album di casa”, dedicata alla vita familiare dello statista, è uno dei momenti centrali dell’iniziativa culturale di Palazzo Trentini. Importante, perché Alcide Degasperi è una figura che deve rendere orgogliosi i trentini e perché rappresenta un esempio al quale ispirarsi sia dal punto di vista etico che politico.

Un Degasperi popolarissimo nel dopoguerra ma che richiamava spesso i suoi collaboratori e esponenti del governo e delle istituzioni all’umiltà, a non cedere alle lusinghe della fama e del potere, al culto della personalità. “Vi prego – scrisse – di fare un certo sforzo per superare il metodo della mitologia politica. Non ci sono uomini straordinari. Vi dirò di più: non ci sono uomini entro il partito e fuori, pari alla grandezza dei problemi che ci stanno di fronte. Bisogna presentarsi innanzi a questi avvenimenti esteri e interni con l’umiltà di riconoscere che essi superano la nostra misura”.

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