Assemblea Antirazzista sui Cpr: “Piena solidarietà all’arcivescovo Tisi, che ha espresso principi fondamentali”

L’arcivescovo Lauro Tisi

“Esprimiamo piena solidarietà a sua eminenza Lauro Tisi, oggetto in questi ultimi giorni di attacchi strumentali e aggressivi per le sue parole sul tema dei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Le dichiarazioni dell’Arcivescovo richiamano principi fondamentali di umanità, dignità e responsabilità collettiva. Parole che si inseriscono pienamente nella tradizione sociale e pastorale della Chiesa e che invitano a interrogarsi sul modo in cui vengono trattate le persone migranti, spesso in condizioni di vulnerabilità. Riteniamo grave che un intervento improntato a valori di solidarietà e rispetto venga deformato e utilizzato per alimentare polemiche ideologiche. Il confronto pubblico, specie su temi così delicati, dovrebbe mantenersi su un piano di rispetto reciproco, evitando attacchi personali e delegittimazioni”. A scriverlo, in una nota, è l’Assemblea Antirazzista di Trento, che prende posizione insieme ad altre realtà del sociale, come le Acli Trentine e il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA).

“Le parole dell’Arcivescovo – prosegue l’Assemblea Antirazzista – rappresentano un invito a non smarrire il senso di umanità e a guardare alle politiche migratorie con uno sguardo che tenga insieme legalità e dignità della persona. Pur essendo previsti dall’ordinamento previgente, i CPR sollevano interrogativi profondi sul piano etico e della tutela dei diritti fondamentali. La legalità formale, infatti, non esaurisce il giudizio su una misura: nella storia, norme pienamente legali si sono rivelate incompatibili con i principi di dignità umana e giustizia. È quindi legittimo, e doveroso, interrogarsi criticamente anche su strumenti oggi vigenti, alla luce dei valori costituzionali e dei diritti della persona. Allo stesso tempo, riteniamo necessario evidenziare come la progressiva riduzione dei posti in accoglienza non sia un fenomeno neutro o inevitabile, ma il risultato di precise scelte politiche. Il definanziamento e lo smantellamento dei percorsi di accoglienza diffusa contribuisce a produrre marginalità e irregolarità, alimentando un circuito che rende più facile giustificare strumenti repressivi come i CPR”.

Infine, conclude l’Assemblea Antirazzista, “ribadiamo con forza che i CPR non rappresentano una risposta né efficace né giusta: sono strutture di detenzione che rinchiudono persone senza reato, sospese in un limbo giuridico e umano, in condizioni inaccettabili. Si tratta di un sistema che produce sofferenza, marginalizzazione e violazione dei diritti fondamentali, configurandosi come una forma di violenza istituzionale incompatibile con i principi di dignità umana. La sicurezza delle comunità non si costruisce attraverso la detenzione amministrativa, ma attraverso politiche di inclusione, regolarizzazione e giustizia sociale”.

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