È un quadro “di luci ed ombre” quello offerto dal report biennale sulle pari opportunità in Trentino, presentato oggi in sala Aurora, nella sede del Consiglio provinciale.
Gli esiti del monitoraggio mostrano che, sebbene questo territorio registri dati meno critici rispetto alla media italiana, restano ancora importanti progressi da compiere nelle politiche di genere, sull’esempio dei Paesi più avanzati.
“Di passi avanti ne sono stati fatti, penso, ad esempio, alle leggi approvate in questi anni in Consiglio provinciale contro la violenza sulle donne, per la conciliazione vita lavoro, per sostenere il lavoro e l’occupazione femminile”, ha commentato il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini. “Ricordo che in Consiglio provinciale c’è il 40% della presenza femminile, siamo secondi a livello nazionale dopo il Lazio con 14 consigliere su 35″.
Il report, che è stato curato e illustrato dalle ricercatrici Anna Ress e Letizia Caporusso, si snoda attraverso sette macroaree: società, istruzione e formazione, salute, cittadinanza e partecipazione, economia e lavoro, conciliazione e violenza di genere.
Tra i dati più salienti, si evidenza un miglioramento molto lento della rappresentanza delle donne nei luoghi decisionali, “con accelerazioni – ha spiegato Ress – dovute a misure correttive come quote rosa, doppia preferenza, meccanismi che consentono di riequilibrare la partecipazione”.
Per le ricercatrici, nel mondo del lavoro e dell’istruzione la parità di genere è apparente più che sostanziale. “In Trentino abbiamo il 40% di donne che lavorano part time con tutti i limiti di questo inquadramento. In dieci anni nella scuola la segregazione formativa non si è mossa. Le donne continuano a fare scelte che le penalizzano nell’acquisizione delle competenze STEM, sempre più importanti nell’evoluzione digitale e maggiormente remunerative”.