L’attrice trentina protagonista di Vermiglio Martina Scrinzi si racconta a “Vanity Fair”

La copertina digitale di Vanity Fair

Martina Scrinzi, la 27enne trentina che ha interpretato Lucia in “Vermiglio”, ha calcato il palcoscenico per la prima volta più di dieci anni fa. “A 16 anni a Rovereto al teatro Fausto Melotti, che si trova all’interno del Mart. Era uno spettacolo sulla violenza contro le donne e io facevo parte di una sorta di coro greco: danzavamo e cantavamo”, racconta alla rivista “Vanity Fair”, che le ha dedicato la digital cover di questa settimana.

“Ho iniziato con il teatro danza a 16 anni con il collettivo Clochart di Trento. Che si chiama così perché il regista che ha fondato la compagnia viene dal teatro di strada. Da cui ‘clochard’ ma con la ‘t’ come ‘teatro’ finale. Sono nata e crescita con loro”, racconta Scrinzi. “Sono nata e cresciuta con loro. Ma sono anche laureata in Traduzioni e interpretariato all’Università di Trieste. Avevo bisogno di un piano B perché ho sempre avuto paura di non potercela fare come attrice. Anzi, ce l’ho ancora”.

L’attrice trentina ha un modello di riferimento. “Pina Bausch”, racconta a Vanity Fair. “A un certo punto mi ero anche informata su come entrare a far parte della sua compagnia”.

Dell’infanzia in Trentino, Scrinzi racconta che le ha insegnato che “ci sono cose che a tanti sembrano ostacoli o che vengono vissute come un sacrificio e che a me, invece, non pesano. Qui a Roma tutti si lamentano: i trasporti pubblici non funzionano, ci vuole un’ora per arrivare dall’altra parte della città… Ma un’ora che cosa vuoi che sia? È il tempo che impiegavo per andare da casa mia a Trento”.

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