Aumenti ai consiglieri regionali, per la CGIL “ennesimo schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori”

©FOTO MATTEO RENSI.

Continua a fare discutere la norma, approvata lo scorso dicembre, sull’adeguamento delle indennità dei 70 membri del Consiglio regionale, che a partire dal 2025 riceveranno più di mille euro lordi in più al mese, grazie a un incremento pari al 10,5% delle loro indennità attuali. Una novità che, per il segretario generale della CGIL del Trentino, Andrea Grosselli “rappresenta l’ennesimo schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori trentini. Nessuno di questi potrà mai godere di rinnovi contrattuali a tre cifre, con aumenti mensili di oltre 1.000 euro come quelli che riceveranno in questi giorni – arretrati inclusi – i consiglieri regionali”.

Per Grosselli, “i politici trentini che sono corsi a incassare queste cifre, sono gli stessi che ad infermieri, insegnanti e personale amministrativo hanno concesso aumenti minimi nell’ordine di 170 euro al mese meno della metà dell’inflazione registrata, facendo perdere potere d’acquisto e così impoverire migliaia di famiglie trentine. Se fossero stati coerenti, avrebbero dovuto concedersi gli stessi aumenti dei dipendenti pubblici, non un euro di più. Invece riceveranno sei volte tanto”.

“Se a questo si aggiunge il fatto che praticamente tutti i consiglieri provinciali trentini hanno scelto il vitalizio invece di aderire alla previdenza integrativa regionale come tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, appare ancora più chiara la distanza siderale della politica dagli elettori. I politici di destra e di sinistra, populisti, autonomisti e democratici, sovranisti e liberali sono tutti uniti quando si tratta di difendere i propri privilegi. Non si lamentino poi se sono sempre meno i cittadini che vanno alle urne ritenendo del tutto inutile farlo – prosegue la nota del segretario CGIL -. Oggi quindi si è scritta una pagine triste per le istituzioni dell’Autonomia. Ancora una volta lo slogan “Prima i trentini” si è dimostrato quello che è davvero: l’ennesima menzogna di chi vuole solo esercitare il potere e garantirsi prebende che chi vive del proprio lavoro e con la propria pensione non può nemmeno sognare”.

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