“Vorrei raggiungere le persone che sono state deluse dalla Chiesa e che si sono allontanate da essa”
Innsbruck – Manca poco meno di un mese alla consacrazione del nuovo vescovo. Mons. Hermann Glettler intanto anticipa (al portale “katholisch.de”) alcuni elementi del suo approccio pastorale. “Vorrei raggiungere le persone che sono state deluse dalla Chiesa e che si sono allontanate da essa”. Ciò significa aprire le parrocchie anche a coloro che le frequentano in modo occasionale e interessarsi alle loro questioni. Particolarmente a cuore del futuro vescovo stanno i giovani: “Essi devono poter venire da noi col loro modo di vivere, anche se questo significa più rumore e disturbo”, trovando una fede “capace di rispondere alla nostalgia del cuore”, strettamente legata alla disponibilità all’impegno sociale.
Glettler si dice aperto a temi come il diaconato femminile o l’ordinazione dei cosiddetti “viri porbati”, sottolineando però che non si tratta delle sue priorità. Ciò che gli preme maggiormente è “svegliare tutto il popolo della mia diocesi, ovvero poter vedere delle comunità più indipendenti, e dare vita a nuove cellule dove la Chiesa possa essere vissuta nel vicinato”. E cita, tra altre, l’esperienza delle “Cellule parrocchiali di evangelizzazione” diffusesi in Italia a partire da Milano.
“Io stesso voglio osare il nuovo e incoraggiare i fedeli che mi sono affidati a sperimentare nuovi modi di camminare”. Il riferimento è a forme alternative nella direzione delle comunità e degli ambiti pastorali. Ciò non renderà superfluo il sacerdote, ma anche i laici, secondo mons. Glettler, possono guidare una comunità. “Francesco – conclude – ci incoraggia a sperimentare cose nuove”.