Si è chiusa con una giornata di grande partecipazione la stagione celebrativa che le Terme di Comano hanno dedicato al proprio bicentenario. Duecento anni esatti dopo il lascito di Giovanni Battista Mattei, l’azienda consorziale ha riconsegnato alla comunità l’Antica Fonte al termine di un articolato intervento di riqualificazione.
“L’intervento di riqualificazione, sostenuto in primis dalla Provincia autonoma di Trento, testimonia la volontà di continuare a investire in una realtà che rappresenta un patrimonio importante per le Giudicarie esteriori e per l’intero Trentino”, ha detto l’assessore provinciale Mario Tonina, presente all’incontro.
Ad aprire la serata la presentazione del volume Caro vecchio Grande Albergo Terme, a cura di Graziano Riccadonna. Nei racconti e nelle testimonianze raccolte nel libro, il pubblico ha potuto ritrovare l’identità di un luogo che per oltre un secolo e mezzo ha rappresentato molto più di un edificio per la comunità di Comano. Ad affiancare l’autore Gabriella Maines, storica del Centro Studi Judicaria, che ha inquadrato la vicenda del Grande Albergo all’interno della più ampia storia della Valle Giudicarie. La sentita testimonianza del dottor Mario Cristofolini ha regalato al pubblico un momento di autentica emozione, restituendo voce e volto ai ricordi di un luogo che continua a vivere nella memoria di chi lo ha vissuto.
Il taglio del nastro dell’Antica Fonte, restituita al pubblico dopo un intervento di ristrutturazione che ne ha recuperato il valore storico e architettonico, ha coinciso con la celebrazione ufficiale dei duecento anni dell’Azienda Consorziale, un traguardo che trova origine nel lascito con cui, il 29 agosto 1826, Giovanni Battista Mattei donò le Terme di Comano alla popolazione delle Giudicarie Esteriori.
“Oggi abbiamo scritto una delle pagine più importanti della storia recente delle Terme di Comano – ha affermato Laura Del Maffeo, presidente dell’Azienda Consorziale Terme di Comano -. Duecento anni di attività e la restituzione dell’Antica Fonte alla comunità sono la dimostrazione che un patrimonio pubblico, se ben custodito, può rinnovarsi senza mai smarrire le proprie origini. È il modo più concreto che avevamo per onorare la visione di Giovanni Battista Mattei”.
La riqualificazione dell’Antica Fonte è stata sostenuta da un investimento complessivo di 2,12 milioni di euro, reso possibile dal concorso di più soggetti pubblici e istituzionali. Oltre 500 mila euro sono stati destinati alla demolizione del vecchio Grande Albergo Terme, con la riqualificazione dell’area liberata lungo la fascia di rispetto del fiume Sarca, mentre la parte più consistente – circa 1,6 milioni di euro – riguarda la ristrutturazione e riqualificazione dell’Antica Fonte, cuore storico del compendio termale. L’opera è stata finanziata dalla Provincia autonoma di Trento e dai Comuni consorziati, tramite l’Accordo di Programma in essere, per 650 mila euro, dal Bim per 711.650 euro, dall’Azienda Consorziale Terme di Comano per 613.388 euro e dal Comune di Comano Terme per 144.962 euro.