Alla Music Arena dal 27 agosto torna “Trento Live Fest”

Trentino Music Arena

Ricomincia il periodo dell’anno in cui l’area di San Vincenzo, a Trento sud, si anima con i concerti prodotti da Magellano Concerti in collaborazione con la Provincia di Trento. Quest’anno il “Trento Live Fest” si aprirà giovedì 27 agosto alle 20.45 con “Una festa a caso”, un format che invita il pubblico a vestirsi “a caso”, lasciando spazio alla creatività e agli abbinamenti più improbabili. Anche la musica della serata seguirà la stessa logica, spaziando senza preavviso tra generi, epoche e grandi successi, e creando continui cambi di atmosfera, in un gioco di sorpresa e imprevedibilità.

Si prosegue venerdì 28 agosto con il concerto di Gemitaiz e Venerus, sabato 29 agosto con Fulminacci e Mobrici, domenica 30 agosto con Luca Carboni e Tropico, venerdì 4 settembre con Madame e Ditonellapiaga, sabato 5 settembre con Emma e Sayf e domenica 6 settembre con i Negramaro e Motta (l’inizio dei concerti è fissato sempre alle 20). I biglietti per assistere alle esibizioni sono disponibili in prevendita su Ticketone.it.

Nel frattempo, non si placa la polemica sulla destinazione dell’area. A sollevarla, quest’anno, la consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino Lucia Maestri, che ha depositato un’interrogazione in Consiglio provinciale chiedendo sulla base di quali criteri sia stata effettuata la scelta degli artisti che si esibiranno, quali siano i costi dei concerti e quale sia la soglia minima da raggiungere per non andare in perdita economica nell’organizzazione dell’evento, quale sia lo stato dell’arte delle prevendite di ogni appuntamenti, se sia stata effettuata un’analisi costi-benefici e cosa si intenda proporre per il prossimo anno.

“Si parla di prezzi troppo alti dei biglietti; di concorrenza con altri eventi in territori vicini; del mancato coinvolgimento di artisti locali; dell’assenza di posti numerati e di una scadente campagna pubblicitaria”, lamenta Maestri nell’interrogazione. “Insomma, tutto ciò che serve per non invogliare il pubblico, che infatti non sembra preda di un particolare entusiasmo, tanto da indurre l’organizzazione alla riduzione ulteriore della capienza. L’esito non necessita, a prescindere dall’andamento del singolo evento, di ulteriori commenti e l’impressione complessiva che si ricava da un esame dell’intera vicenda è quella di uno stanco tentativo di mantenere viva una realtà che ha già mostrato tutti i suoi limiti”.

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