Angelo è un ragazzino costretto a trasferirsi più volte nel corso della sua vita, finché non arriva ad abitare a Napoli, città natale di sua mamma, proprio l’anno in cui deve iniziare la terza media. Lì riesce a farsi alcuni amici che lo difendono dai bulli guidati da Capa Gialla, un pluriripetente che lo prende di mira. Chi diventa un vero amico per Angelo, però, è Francesco, detto “Federico il pazzo” che, per via del suo amore per la lettura e del suo piacere per il sapere, viene deriso e evitato da tutti, bulli compresi. La sua storia l’ha raccontata Patrizia Rinaldi nel breve romanzo Federico il pazzo (Sinnos; età 9+) uscito qualche anno fa. Adesso possiamo trovare in libreria e in biblioteca Capa Gialla (Sinnos, età 12+), uno spin-off leggibilissimo, comunque, anche da solo. Si tratta della storia raccontata in prima persona del bullo Capa Gialla, appunto, ragazzo difficile, alto e forte e, apparentemente, sicuro di sé che si è costruito una maschera per farsi rispettare e per ottenere quello che vuole. Capa Gialla, chiamato così per il colore dei suoi capelli tinti per “distinguersi”, è un duro. Sa combattere e non teme nessuno. In realtà, non è così intelligente come pensa, non sa che non tutto va sempre come si vorrebbe e che da soli non è possibile essere felici. La vita di Capa Gialla è segnata dall’odio che prova e di cui è stato vittima a lungo e che lo ha fatto diventare un bullo che terrorizza chi lo contrasta. La paura che fa provare alle sue vittime, altro non è che la paura che lui stesso ha provato per tanto tempo. Fin dalla morte di sua mamma non ha avuto chi si è preso cura di lui e questo lo ha plasmato nel profondo.
La vicenda di Capa Gialla è una storia di bullismo e di paura, ma anche di legalità e di riscatto sociale attraverso le buone persone e la cultura. Il racconto coinvolge fin dalle prime pagine nel vortice dei pensieri, delle parole (poche) e dei gesti di questo ragazzo debole e insicuro, e suscita rabbia e tenerezza nel vedere come il protagonista riesca a passare dalla condanna della crudeltà al riscatto dell’umanità e dell’empatia. Capa Gialla è sempre stato solo, ma pian piano impara a fidarsi degli altri, lasciando la sua cattiveria da parte per far posto alla fiducia, all’amicizia, al rispetto. Una storia intensa che ben rispecchia le montagne russe emotive tipiche della pre-adolescenza, soprattutto di chi non ha conosciuto un ambiente positivo.