Non se ne può più! Mesi fa in chiesa ci hanno rubato il cuscino della sede; giorni fa hanno sfondato la porticina della custodia degli oli nel battistero e hanno rubato il vassoio con i due vasetti dei santi oli. Quotidianamente alleggeriscono le cassette delle elemosine per i lumini. In alcune chiese e persino nel frequentatissimo duomo di Trento hanno asportato addirittura la cassetta delle elemosine (dovevano essere almeno in due a sollevarla e portarla via). In alcune chiese, anche della città, sono entrati persino per fare i loro bisogni (e non solo quelli piccoli che normalmente si fanno sulle porte!). Si usano le chiese come luoghi per uno spuntino, come palestre per fare footing quando fuori piove… qualche volta anche per pregare.
Giorni fa al sacerdote che stava entrando in confessionale due giovani lestofanti con la scusa di una domanda “religiosa” hanno sottratto il borsello con tutti i documenti. Qui non è in gioco la povertà, la fame o la miseria ma la disonestà, la violenza, il furto e il vandalismo. Il vero povero non commette questi atti, che sono veri e propri reati. Guai a dimenticare porte aperte: c‘è sempre qualcuno che si infila per cercare…. il parroco!
Un parroco di una località turistica me ne ha raccontata una da non crederci. Vedendo una ragazzotta che entrava spesso in chiesa, incuriosito e si è appostato nel confessionale. All’arrivo di una turista, che, preso un libro, stava per versare nella cassetta il prezzo corrispondente, l’intraprendente pulzella esordiva: Dia pure a me che sono l’incaricata della parrocchia; perché qui le elemosina le rubano sempre!
Forse tocca anche a tutti noi passare qualche volta di più nelle nostre chiese, con un occhio di riguardo!
dongi