Ruffré-Mendola, al confine tra Trento e Bolzano

Nel XII secolo era Rifreto e Refredum, ma nel 1500 era già Ruffré. Corrisponde a Rio freddo, proprio come il nome assunto dal rio che attraversa il paese. Posto tra il rio Diavola e il rio Freddo, Ruffré ha origine medievale. I masi erano abitati da pastori, boscaioli, carbonari e raccoglitori di resina giunti da Caldaro. Era luogo di transito sulla strada romana che collegava l’Alta Anaunia con Caldaro nella Valle dell’Adige attraverso il passo della Mendola. Il territorio era della contea di Castelfondo, i cui Signori favorirono l’emigrazione di contadini tedeschi (roncadori). Il paese è agricolo, ma oggi è anche una frequentata località turistica, estiva e invernale. La sede municipale è a Lana. La chiesa di S. Antonio abate a Costa è del 1403. Il campanile è in stile tardo romanico e risale al 1456.

Lo stemma del Comune di Ruffré-Mendola si rifà a quello del Comune prima del cambio di nome avvenuto nel 2005 (fino allora era solo Ruffré). Allude al paesaggio e all’economia locale presentando a sinistra un campo rosso rigato in verticale da barrette d’oro sormontate, pure in oro, dalle iniziali del nome del paese (R) e, a destra, un abete d’oro stagliato contro il cielo azzurro su un prato verde solcato da un rivo in argento. Gli ornamenti esteriori recano solo una corona detta “civica” in oro con sette merli guelfi. Non figurano fronde.

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