Un viaggio in lungo e in largo attraverso l’Italia con Luca e Daniela Sardella, da sempre ambasciatori del verde e dell’ecologia, alla scoperta del grande e stupendo patrimonio di natura e di arte del Belpaese: lo propone il programma “Green Lovers”, che fa conoscere i contesti naturalistici, con un preciso obiettivo: renderli più vicini all’uomo.
Dopo le puntate su RaiPlay, la trasmissione approda su RaiDue al sabato alle ore 9. C’è tanto mare in queste puntate, osservato e raccontato nelle sue innumerevoli dimensioni: la biodiversità, il paesaggio, fatto da tante suggestioni e visioni, ma anche le problematiche ambientali, dall’innalzamento delle temperature a quelle di derivazione antropica, “quell’uomo che ha avuto tanto dal mare, ma non è stato poi altrettanto rispettoso”.
Si raccontano le tradizioni che vanno scomparendo, alla ricerca di uomini e donne e dei loro saperi. Il mare è importantissimo e i biologi marini, ospiti nelle puntate lo raccontano, facendone scoprire i tanti segreti. Ma ci sono anche, e sono molte, quelle parti dell’Italia, in molti casi poco battute dal turismo, quei territori dell’interno del nostro Paese, fatti di borghi pittoreschi, con il loro passato di storia e di cultura, e insieme luoghi poco conosciuti dentro importanti città d’arte. Si va così dalla natura suggestiva di Norchia, antico borgo etrusco della Tuscia viterbese ai Giardini reali, a due passi da Piazza San Marco a Venezia, luogo in cui rilassarsi, leggere un bel libro e che diventa un valore aggiunto per la città.
È l’Italia che merita di essere conosciuta e che “Green Lovers” aiuta sicuramente a farlo, soffermandosi sui molti aspetti che ogni luogo custodisce.
Luca e Daniela Sardella riescono a trasmettere l’amore verso l’ambiente: molte anche le informazioni scientifiche e le interviste agli ospiti che ne fanno la cifra più importante. Luca Sardella ti porta dentro alcuni luoghi con la musica e la sua voce: così come quando al pianoforte, sulle note di Lucio Dalla e la sua “Caruso”, ha introdotto il viaggio nello straordinario golfo di Sorrento.
Tanti i registri, dunque, dentro questa trasmissione che ne fanno un bell’esempio di quella televisione che può essere in fondo considerata servizio pubblico: perché i luoghi, le loro particolarità, il racconto di quanto tutto sia straordinario, ma insieme anche fragile, deve essere fatto conoscere.