In pieno Anno della Vita Consacrata, che come si diceva, ormai è quasi del tutto dimenticato e soppiantato da altre importanti iniziative, dobbiamo purtroppo registrare nella città e nella diocesi di Trento il venir meno della presenza di alcune comunità religiose. Le Figlie di San Paolo (le Paoline) hanno chiuso quest’anno libreria e comunità dopo parecchi decenni di un benemerito servizio religioso e culturale iniziato tanti anni fa in via Belenzani. Ormai hanno annunciato chiusura e vendita del loro stabile persino le Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, dette comunemente Suore di Maria Bambina. Il famoso Noviziato di Via Borsieri, che, per oltre 150 anni, è stato un punto di riferimento non solo per chi da tutte le valli del Trentino diventava suora, ma per tante ragazze, per tanti scolari e per tanti che in quell’istituto sono stati accolti per giornate di riflessione e di preghiera, come per tanti poveri che hanno sempre trovato almeno un panino e un sorriso. Il convento di via Grazioli dei frati minori francescani, attivo dai tempi di San Francesco, ora è adibito ad un altro servizio e i frati si sono ritirati nella loro Infermeria. Gli stessi Minori hanno lasciato Borgo Valsugana (dove almeno restano le Monache Clarisse); i Cappuccini hanno purtroppo dovuto “abbandonare” il convento di Ala…
Siamo veramente di fonte a qualcosa di inedito, ad una storia che cambia. Come cristiani scuotiamoci dall’apatia, dalla rassegnazione e dall’indifferenza; non è questione che riguarda solo loro, frati e suore! Interessa tutta la comunità cristiana che non può privarsi della vita religiosa.
A chi verrà più in mente di farsi frate o suora se non li vediamo e non li incontriamo più. Nei paesi ormai non si vede più da anni un frate da cerca e o una suora all’asilo, alla casa di riposo o in ospedale e neppure sulle strade o in chiesa. A chi verrà la vocazione per qualcosa che non si vede e non si conosce più? Certo fioriranno e nasceranno anche nuove realtà di vita dedicata a Dio e ai fratelli, come sempre è avvenuto nella storia, che è costellata dalla testimonianza luminosa di tanti uomini e donne.
La nostra terra che ha dato tanti sacerdoti, religiosi e religiose, persone consacrate e missionari all’Italia e a tutto il mondo (ad un certo punto avevamo in diocesi più di venti seminari minori di vari ordini e congregazioni: ora più nulla!) è proprio diventata sterile come un campo troppo sfruttato?
dongi