Non è una circostanza inconsueta che in estate in ambito politico si verifichino fatti di notevole rilevanza nazionale e internazionale, ma in merito l’estate del 2015, nel bene e nel male, è da primato. Questo accade, mentre i talk show televisivi sono chiusi per ferie. Tuttavia Raitre ha escogitato qualche rimedio. Si ricorderà che in occasione del referendum in Grecia Kilimangiaro Summer nights (domenica, ore 21.15) è stato sostituito con uno speciale di Raitre, guidato da Bianca Berlinguer. Sulla stessa rete il giornalista Gianni Riotta ha iniziato a condurre, circondato da politici ed esperti, Parallelo Italia, un nuovo programma di analisi dell’attualità, itinerante in varie città italiane, che accoglie lo spettatore con una scenografia gradevolmente spettacolare. Alla qualità giornalistica giovano i collegamenti con gli inviati esterni e lo stile della conduzione che mantiene il confronto entro i limiti di una dialettica vivace. Poco si trova in altre emittenti, a parte il tradizionale Omnibus di La7, spazio mattutino per notizie e dibattiti. I tg serali con lo sguardo che aprono sul mondo spesso mostrano le efferatezze e gli eccidi di noti gruppi fondamentalisti islamici e l’esodo travagliato di profughi ed emigranti. Sono immagini di tragico orrore, ancor più se composte per una messinscena, che esalta i persecutori ed umilia le vittime. Le immagini dell’orrore – come spiega Susan Sontag nel libro “Davanti al dolore degli altri” – provocano nel pubblico reazioni opposte: “appelli per la pace e proclami di vendetta”, ma c’è anche chi non vuole vedere né sapere. Molto si discute sulla concorrenza che i social media con il flusso continuo dell’informazione esercitano rispetto ai media tradizionali. Fra questi la radio si è mostrato il più duttile anche nei rapporti con la rete e il più vicino al cittadino. E’ la radio giornalisticamente la sentinella e l’esploratore delle cose del mondo in estate, e non solo. Di altre trasmissioni si è parlato già in passato, ma merita un breve cenno l’ultima versione di Zapping affidata a Ruggero Po (Radio1, ore 19.30, nella foto) per la scelta e l’analisi degli argomenti, il pluralismo delle idee e soprattutto per l’ampio spazio offerto alle esperienze e ai quesiti degli ascoltatori. Questi requisiti in un clima di cortesia hanno restituito al giornalista il ruolo prezioso di intermediario, che il web cancella. Un altro caso di sintonia fra i nostri media e il pubblico si era verificato durante le fasi culminanti della crisi greca, quando, pur consci degli ellenici errori, con mediterranea solidarietà, i giudizi più severi erano riservati all’inconsistenza dell’identità dell’UE, fino al profilarsi di una soluzione, mentre il leader greco Tsipras imprimeva un nuovo corso alla politica del suo governo, vivendo – come direbbe Machiavelli – una metamorfosi da impetuoso a prudente. Ma questa volta i fatti contarono più dei media.