L’ortensia, regina di parchi e giardini

“Vorrei sapere qualcosa di più del fiore di cui porto il nome. Può soddisfare la mia curiosità?”.

Ortensia (Trento)

L’ortensia forma grandi cespugli dai fiori globosi sfumati di rosa e d’azzurro. L’origine del nome è controversa: si dice che Philibert Commerson, botanico e ricercatore, volle dare al nuovo genere di fiore ritrovato alle Mauritius il nome della figlia dell’imperatrice di Francia Giuseppina, madre di Napoleone III, Ortensia (di Beauharnais).

Questo fiore viene coltivato come arbusto a foglie caduche in giardino con altezze e fiori dal diametro considerevole, ma è adattissimo ad essere coltivato anche in vaso. L’ortensia colora di rosa, rosso, bianco o azzurro il portico, il viale o il terrazzo. È la pianta regina di parchi e giardini delle ville di inizio ‘800. Molte sono le specie coltivabili, alcune sempreverdi, altre rampicanti. La fioritura avviene in estate sui rami dell’anno precedente e il colore varia dal bianco al rosa, al lillà e all’azzurro. Sono piante molto rustiche e resistenti al freddo. La coltivazione, sia in giardino, sia in vaso è facile. Troppo spesso però l’acquirente ignora di quale terreno abbisognano. Le ortensie per fiorire vogliono apporti di acqua abbondanti, mentre dal terreno dipendono sviluppo, vigoria e fioriture, ma soprattutto il colore degli splendidi globosi fiori.

Gli studiosi in un primo momento pensarono che il colore fosse influenzato dall’ombra degli alberi. Ma ben presto ne scoprirono la causa. Furono gli inglesi per primi a sperimentare l’ottenimento di ortensie a fiore blu cielo. Infatti si scoprì che fornendo al terreno allume misto a limature di ferro i fiori, da rosa, diventavano blu. Oggi sappiamo scientificamente che le ortensie poste in terreni acidi diventano blu proprio perché assorbono l’alluminio “libero”. Non tutte le ortensie però hanno questa caratteristica. La Japonica, bianca, rimane tale, l’ortensia acuminata lo diventa invece facilmente. Nei terreni con Ph di 5,5, l’alluminio e il ferro vengono assorbiti naturalmente dalla pianta, mentre i terreni alcalini (ricchi di calcio) rendono questi elementi insolubili e quindi non assimilabili. Il colore rosa dei fiori si ottiene concimando con concimi ricchi di fosforo. Se l’allumino viene neutralizzato i fiori assumono il normale colore rosa, più o meno carico.

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