In lui preghiera e azione

Il documentario per la regia di Renato Paone è costruito quasi come un pellegrinaggio nei luoghi del Santo, da Norcia a Montecassino

Uno splendido documentario, “Benedetto Padre d’Europa”, su Rai Play, regia di Renato Paone, racconta la storia del Santo attraverso il Cammino di San Benedetto, il celebre percorso che va da Norcia a Montecassino attraverso piccoli borghi, rocche, eremi, abbazie.

San Benedetto nacque a Norcia nel 480 d.C. e visse quell’epoca tumultuosa che seguì la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, un tempo di povertà, ma soprattutto della dissoluzione di un grande sistema statale, che portò uno spaesamento culturale e sociale. Fondò l’Ordine benedettino, a cui diede una Regola che richiama la frase, ora et labora: fu questo il motore che portò, nei decenni seguenti, alla creazione in tutta Europa di una fitta rete di monasteri, collante per la creazione di una nuova cultura cristiana.

Nel documentario paesaggi dai colori straordinari, dove il pellegrinaggio diventa il filo conduttore, evidenziandone il significato più autentico, “cammina i tuoi passi saranno le tue parole, la via la tua canzone, la fatica la tua preghiera, alla fine il tuo silenzio ti parlerà… viandante non esiste il cammino, il cammino si fa camminando e girando indietro lo sguardo si vede il sentiero che mai più si tornerà a calpestare… viandante non esiste il cammino, ma soltanto scie sul mare”.

E poi quell’arrivo, profondamente suggestivo, al monastero di Montecassino, qui lo sguardo della telecamera si apre all’orizzonte fatto di colline e nuvole, e lì in chiusura del documentario alcune parole raccontano Benedetto, il santo che ha lasciato il segno nel corso della storia: “… un uomo, un intellettuale, un Santo, devoto alla cura dello spirito, un uomo di preghiera, ma allo stesso tempo di azione… affrontare la vita insieme, una testimonianza di vita e di fede che diventa un impegno collettivo e organizzato, capace di autosostenersi nel mondo, ma non del mondo, una regola, uno stile di vita che nel mondo occidentale ha avuto un peso eccezionale, un’eredità che ancora oggi incide sulle nostre vite… Benedetto non parla solo ai fedeli, parla a tutti. E non è un caso che venga considerato come colui che ha posto le basi per l’Europa, così come la conosciamo oggi”.

Nel 1947 Pio XII lo indicò come padre d’Europa; nel 1964, consacrando la ricostruita Abbazia di Montecassino, Paolo VI lo proclamò Patrono principale d’Europa.

E conclude il documentario: “Benedetto e i suoi monaci quindici secoli fa ridiedero agli uomini fiducia e certezza, una nuova speranza, gettarono i semi per salvare un intero continente. Ed è per questo, probabilmente, che tutti noi europei possiamo considerarci benedettini”.

Un documentario che coinvolge lo spettatore in un cammino fatto di fede, luoghi e natura.

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