Imma Tataranni allo specchio

Il punto di forza della serie è la protagonista, cesellata con grande incisività dall’attrice Vanessa Scalera © foto Ufficio Stampa Rai

Dopo il “pensionamento” del Commissario Montalbano, e fatta eccezione per il ruvido Rocco Schiavone, il volto della giustizia nella Tv lineare è sempre più femminile: Imma Tataranni, Lolita Lobosco, Vanina Guarrasi, Anna Olivieri (“Don Matteo”) e Petra Delicado. Donne a capo di procure o commissariati, determinate e integerrime sul lavoro, ferme però nel difendere la propria femminilità senza uniformarsi alle categorie del maschile. E il pubblico le segue con copiosa attenzione, facendo registrare ascolti solidi e crescenti.

Dal 23 febbraio è tornata su Rai Uno e RaiPlayImma Tataranni. Sostituto procuratore”, diretta ancora una volta da Francesco Amato. La protagonista è la trascinante Vanessa Scalera; comprimari sul set Massimiliano Gallo, Alessio Lapice, Barbara Ronchi e Carlo Buccirosso. Prendendo le mosse dal ciclo di romanzi di Mariolina Venezia, la sceneggiatura è firmata da Salvatore De Mola, Michele Pellegrini, Pier Paolo Piciarelli, Pierpaolo Pirone e Filippo Gili.

La quarta stagione riprende con Imma Tataranni sempre più sotto pressione. A livello sentimentale si sente ferita dalla sbandata del marito Pietro per la paleontologa Sara e al contempo fatica a resistere alle attenzioni del maresciallo Calogiuri. In procura le cose non girano facilmente, tra casi da risolvere e le indagini riguardanti Saverio Romaniello e Cenzio Latronico.

“‘Imma 4’ – sottolinea il regista Amato – è ricchissima di momenti struggenti, scene commoventi, amori e rancori rappresentati con grande verità. Questa nuova stagione si distingue dal passato per la densità sentimentale delle storie che racconta”. Nel portare avanti la formula narrativa tra casi investigativi di puntata e linee giallo-rosa che corrono lungo la serie, in questa nuova stagione vediamo vacillare Imma Tataranni. A vivere un momento di tormento non è il sostituto procuratore, che non si fa spaventare da niente e nessuno, ma la donna, che vive una lacerazione nel cuore. È incerta sui sentimenti che prova, tra gelosia e rammarico per il cedimento del marito, e il fascino che subisce dal maresciallo Calogiuri. Il triangolo amoroso, se così lo vogliamo definire, non è però l’elemento rilevante del racconto, anzi inizia quasi a stancare perché procrastinato fin troppo; il punto di forza di questa serie risiede nella protagonista, che la Scalera cesella con grande incisività. È una figura sfaccettata, grintosa e pop, che condensa anche le virtù dell’eroina sociale. Imma Tataranni è un avamposto di legalità, di valori ed etica sociali, però anche profondamente umana e imperfetta, che si ama per la sua ironia ed estrosità.

La luminosità di tale personaggio, unito anche ai riusciti comprimari – ottimi Gallo, Buccirosso, Ronchi e Dora Romano –, donano una forza alla serie che spesso surclassa la dimensione della storia, la sceneggiatura, che fatica a tenere bene il passo. In questo siamo ancora lontani dalla formula (perfetta) de “Il Commissario Montalbano”.

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