“Nel mio giardino ci sono alcune piante di albicocco, pesco e ciliegio vecchie. Sui peschi ho notato la presenza alle biforcazioni dei rami di sostanze molli, gommose. Ho saputo che sono formazioni favorite da traumi come ferite o grandinate. È vero? Cosa fare per risolvere il problema?”.
Alcide (Rovereto)
La gommosi è un’alterazione diffusa nelle colture arboree, ma colpisce soprattutto alcune specie da frutto come drupacee e agrumi. Tra le prime le più sensibili sono l’albicocco e il pesco, seguiti da ciliegio e susino. Si tratta di un fenomeno complesso di stimoli e di reazioni delle piante che portano ad una abbondante formazione di materiale gommoso più o meno abbondante che fuoriesce da ferite superficiali della corteccia.
La gommosi si può evidenziare a seguito di svariate situazioni della integrità morfologica e fisiologica quali: agenti parassitari, patogeni infettivi (virus, fitoplasmi), traumi localizzati della corteccia o ferite da grandine. Le gomme sono il risultato della produzione del metabolismo delle cellule vegetali. La gomma può fuoriuscire da tronchi, rami e perfino dalla base dei frutti. È composta da residui zuccherini di vario tipo (galattosio, ramnosio o arabiosio) e di acidi uronici. La quantità delle gomme prodotte dipende e varia da specie e cultivar. I diversi colori della gomma (gialla, marrone) sono il risultato della polimerizzazione di sostanze fenoliche. Le gomme possono uscire alla superficie esternamente oppure occludendo i vasi e bloccando la linfa. L’accrescimento del frutto delle drupe, qualora seguito da piogge, aumenta le sollecitazioni all’interno del frutto che potrebbero portare alla rottura del nocciolo e alla fuoriuscita di materiale gommoso.
È stato verificato come condizioni climatiche estreme (temperature invernali basse o estive alte, ristagni idrici, tossicità da inquinanti) possono aumentare gli essudati gommosi. Elemento comune a queste condizioni è la produzione da parte della pianta di etilene, ormone prodotto dalla pianta in stato di stress. Questa malattia è difficile da controllare per svariati motivi. La prevenzione gestendo correttamente le operazioni colturali (fertilizzazione, irrigazione, gestione della chioma) e di tutti i fattori di stress capaci di stimolare la produzione di etilene. Trattamenti ramati in autunno e a primavera aiutano a meglio cicatrizzare ferite di qualsiasi tipo ed hanno azione disinfettante.