Nella voce dialettale si dice Giòv e deriva dal latino Jugum nel senso geografico di jugum montis, “passo, valico”. è posto infatti sul versante est del monte Corona che, valicato il “Cros dele Sére”, porta alla Valle dell’Adige. Nel 1145 era citato come de Zuvo e più tardi scritto de Zouvo. Il castello della rosa a Ville di Giovo era dei signori di Giovo ed esisteva già nel XII secolo. Il territorio divenne poi dei Konigsberg. La prima Comunità di Giovo (1211) era composta dai quartieri di Lavàt e Vesin (odierna Ville), Valternigo, Verla, Ceola, Mosana e Palù. La chiesa pievana dell’Assunta ha portale cinquecentesco. Esteso sulle pendici del monte Corona e Mancabrot, Giovo è una distesa ordinata di vigneti terrazzati, la risorsa economica primaria, ma ci sono artigianato, porfido, prati e boschi.
Lo stemma, conosciuto almeno dal 1789, è stato riproposto il 26 marzo 1985. Allude alla beneficenza curata in passato dal Comune cembrano. Lo scudo è accartocciato e troncato. L’ ovale in alto su sfondo bianco reca un pellicano al naturale con la sua pietà. In basso, il campo è verde a sinistra e rosso a destra. Negli ornamenti esteriori non appaiono fronde. Nei timbri vi figura la corona murale e nel bozzetto depositato e carta intestata la corona è da marchese in argento, con tre fioroni alternati da perle.