Da Orecchio Acerbo un libro che esplora la paura

Carola Susani, Virginia Clericetti (ill.), “Di cosa hai paura?”, Orecchio Acerbo, 2025, pag. 32 ,17 ,00 euro. Età 6+

I bambini hanno paura della paura, ma, allo stesso tempo, ai bambini piace giocare alla paura, a farsi paura a vicenda. Dipende ovviamente dall’età e dalla situazione. Le forti emozioni hanno sempre la loro importanza e nelle storie dei libri piacciono molto. La paura è un’emozione dalla funzione adattiva: protegge di fronte a un pericolo o a una minaccia, reale o immaginaria che sia. E reali e/o immaginarie sono le paure raccontate in Di cosa hai paura? (Orecchio Acerbo; età 6+), un libro illustrato originale e interessante che esplora uno dei tanti poliedrici aspetti del mondo dell’infanzia. Fin dalle prime pagine il lettore si trova avvolto dal buio della notte a seguire lo scambio a due tra fratello e sorella che danno voce alle loro insicurezze colorandole con la loro immaginazione. A metà tra la realtà e la finzione, i due fratelli fanno il gioco di confidarsi le cose più spaventose.

Di cosa hanno paura questi due ragazzini? Dei ragni, degli occhi staccati dai corpi, del buio quando si muove senza il vento, del ramo dell’albero che batte sul vetro… Ma hanno paura anche che muoiano gli animali, che mamma e papà escano e qualcuno faccia loro del male, che nessuno gli o le parli…

Sono tante le paure dei bambini, alcune difficili anche solo da nominare. Paure vere che li accompagnano nelle esperienze di ogni giorno o, meglio, di ogni notte. Ma anche paure immotivate come quando vedono un mostro nel buio. Un mostro che cresce sempre di più, che striscia sotto il letto, che esce dall’armadio, che fa muovere le tende finché la luce del giorno non gli restituisce il suo vero aspetto e una nuova giornata di scuola e di giochi può cominciare.

Un libro dalla parte dei bambini che mette in luce tanti grandi temi che si possono ricondurre al concetto di paura: diventare grandi, stare da soli, dormire in una stanza senza luci… Un libro onesto e diretto, ma anche molto poetico. Tutto il suo costrutto è basato su una dicotomia: reale-immaginario, sonno-veglia, chiaro-scuro, buio-luce, realismo-poesia. E anche le illustrazioni nella loro concreta levità seguono questo filo conduttore dando, insieme all’attentamente studiata impostazione grafica, una perfetta interpretazione alle parole.

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