Da Lampedusa… alle Alpi

“Hotspot”, “punti caldi”: si chiamano così i luoghi dove si concentra l'afflusso di migranti e profughi verso l'Unione Europea. Come Lampedusa, in Italia, e Lesbo, in Grecia. E per analogia hanno chiamato così i centri per l’identificazione iniziale dei richiedenti asilo. “Il meccanismo di hotspot e ricollocamento, così come l'abbiamo proposto prima dell'estate, ora c'è”, ha detto martedì 13 il commissario Ue all'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, all'Ansa, dopo il suo viaggio in Italia e Grecia. Peccato che, a detta delle organizzazioni di volontariato – come Centro Astalli -, la realtà sia diversa: ai nuovi arrivati nei porti siciliani la polizia fa una breve intervista e poi consegna un decreto che intima di lasciare l’Italia entro 7 giorni. Respingimenti “differiti”, in aumento vertiginoso, che non permettono di fare richiesta d’asilo. E che ricordano molto i respingimenti collettivi contrari alle norme europee, per cui l’Italia è già stata condannata. E dire che uno studio dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna assicura: “I comuni delle aree montane pronti ad accogliere 280 mila immigrati”. Da Lampedusa… alle Alpi.

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