“Beati i primi!”

“Beati i primi, perché saranno i primi”; “Il futuro me lo gestisco io; “La banca custode della città”; “Abbiamo la formula per una vita più sana e confortevole”. Sono solo alcuni degli slogan stampati sui depliant di una Cassa Rurale, anzi Banca di credito cooperativo. Non credo che i responsabili del marketing abbiano trovato qualche lettera inedita di don Guetti per formulare questi inviti accattivanti. Forse don Lorenzo si rivolta nella tomba; lui che al Vangelo ci credeva e ha cercato di tradurlo non in slogan acchiappa clienti, ma in uno stile di solidale cooperazione. Per lui la parola, le parole, avevano un valore: “ein Mann, ein Wort!”

Nel Vangelo e nella Sacra Scrittura si trovano ben altre parole: “Beati i poveri in spirito”; “Se il Signore non custodisce la casa…”; “Non preoccupatevi dunque dicendo: che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani”.

Sì, siamo tornati a essere pagani! Gli slogan, le frasi, anche quelle della pubblicità, non sono innocue, non sono neutre, ma plasmano le nostre coscienze e la nostra mentalità, e non solo quella dei bambini o dei giovani. A forza di sentirle ci convinciamo che siano la verità. Il linguaggio, anche in questo caso non è solo informativo, è formativo, anzi performativo.

dongi

vitaTrentina

Got Something To Say?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

vitaTrentina