“Bar Centrale” su Rai Uno, tra voci e rumori del Paese con Elisa Isoardi

Bar Centrale” è il titolo del programma, in onda sabato pomeriggio su Rai Uno, condotto da Elisa Isoardi.

In collegamento con un autentico bar di provincia, ogni settimana diverso, per raccogliere voci e umori del Paese: inviato speciale Lorenzo Branchetti che, ad inizio della puntata, racconta i luoghi nei quali si trova, con le loro tradizioni e gli straordinari vicoli e palazzi che compongono i meravigliosi centri storici e il paesaggio italiano.

In diretta, in uno studio, la cui scenografia riproduce anch’essa l’atmosfera di un bar, Elisa Isoardi guida il pubblico in uno spazio familiare, di confronto e riflessione, affiancata da quattro ospiti fissi: Serena Bortone, Rosanna Lambertucci, Gigi Marzullo e Davide Rondoni.

Il dialogo tra lo studio e il bar del paese è il vero cuore del programma: un filo diretto tra la piazza e il salotto televisivo, tra la cronaca e la quotidianità.

Le notizie della settimana vengono commentate dagli avventori del bar, che portano in trasmissione punti di vista autentici, con spontaneità, ironia e buon senso, mostrando come il bar in provincia sia in fondo un punto di incontro, un luogo vivo e di aggregazione.

Ogni puntata ospita anche una “storia di paese”: un fatto locale che ha animato una comunità e che racconta l’Italia di oggi.

In studio, ad arricchire gli sguardi degli ospiti sulle notizie c’è anche la poesia, ed è bello che sia così, perché i versi hanno quella capacità rara di offrire una lettura diversa e va detto che in televisione i poeti sono poco presenti: ed è qui allora che il poeta Davide Rondoni ci restituisce alcune riflessioni sui tanti argomenti posti nel corso delle puntate. Eccone un piccolo esempio, quando si è parlato di canzoni e di quanto si possano definire poesie, Rondoni ha chiarito: “Diciamo, semplificando, che il rapporto fra il ritmo e le parole in una poesia è diverso che nella canzone, sono due arti diverse, non è che una sia meglio o peggio, l’arte è una, ma ha tante forme, ma sono forme diverse. Oggi difficilmente ascoltiamo una canzone del 1920, Ungaretti lo leggiamo ancora. La canzone deve inevitabilmente far riferimento al gusto del momento. Ha un diverso rapporto con il tempo. La partita di un poeta è fra settecento anni, un cantante deve andare in onda domani”.

Sperando allora che si parli di più di poesia in televisione, si può osservare che nell’insieme di tanti sguardi, dentro questo studio e questi bar, è possibile rintracciare l’originalità di questo programma e trovarne un senso di comunità.

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