Antropizzati o… senza anima

Ditemi se non è vero e se non è capitato anche a voi di sentire un papà o una mamma che, parlando del loro bambino, lo chiamavano: “il mio cucciolo”! E viceversa quanti riferendosi al cagnolino o al gattino che hanno con sé, non esitano a definirlo “el me popo” o a dire: “per me è come un figlio”. Niente da dire su un giusto e doveroso amore per gli animali (a volte definiti purtroppo giustamente migliori degli uomini), ma senza confondere quello che è e deve essere l’amore per le persone umane.

Le recenti vicende dell’orsa Daniza e dei conigli del cimitero di Trento ci parlano di animali ormai antropizzati, cioè diventati fin troppo domestici, con comportamenti quasi umani; come i piccioni che non scappano e non volano più al nostro avvicinarsi. Altre vicende, purtroppo tragiche, ci interrogano invece se non stiamo diventando peggiori degli animali, dimenticando appunto la nostra “anima”! E si arriva ad avere pietà per l’orso e i conigli e non altrettanto per le galline, le pecore e le mucche divorate dal plantigrado e anche da noi esseri umani, e ancor meno per migliaia di uomini e donne che tragicamente concludono una vita già grama.

I furbi sloveni a suo tempo ci hanno rifilato un orso antropizzato e già abituato come il famoso orso Yoghi a servirsi comodamente del cibo tra le case degli uomini; così i conigli, grazie al prestigioso MUSE (e al suo tunnel), non si sono fermati in quel “miracoloso” museo interattivo (magari in gabbia con gli esseri umani), ma han trovato vie nuove per raggiungere il “supermercato” dei fiori e delle piante appetitose del civico cimitero.

Per “genitore 1” (o 2?) Daniza, qualcuno ha persino scomodato il Paradiso da cui doverosamente e amorevolmente vegliare sui suoi cuccioli; realtà però negata o misconosciuta dagli stessi per noi mortali.

Tanti anni fa Albino Luciani, poi Papa Giovanni Paolo I, nelle sue lettere, raccolte nel famoso libro Illustrissimi, ne scrisse una anche all’orso, all’orso di San Romedio, che aveva “visitato” e la concluse con una preghiera: “O Signore, addomestica me pure, rendimi più servizievole e meno orso”.

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