“La Piccola Fiammiferaia brilla ancora”, una rivisitazione di Emma Carroll

Tutti, o quasi, conoscono la fiaba della Piccola Fiammiferaia di Hans Christian Andersen, la povera ragazzina orfana e senza nome che la notte di Natale muore in strada per la fame e il freddo in mezzo all’indifferenza dei passanti. Simile, ma diversa nell’evoluzione, è la storia di Bridie, la protagonista di La piccola fiammiferaia brilla ancora (Giralangolo; età 10+).

Bridie è una venditrice di fiammiferi nella Londra vittoriana. Il suo è un lavoro duro, ma se questo significa garantire da mangiare a sua madre e a suo fratello minore, è disposta a impegnarsi. E lo fa con entusiasmo e abile eloquenza, convincendo i passanti che i suoi fiammiferi sono magici. Una fredda notte, quando le rimangono solo tre fiammiferi, Bridie ne accende uno ed esprime il desiderio di avere la stessa vita del ricco proprietario della fabbrica per la quale lavoro. Vede così ciò che lo sfruttamento del lavoro dei suoi operai gli permette di acquistare.

I desideri successivi mettono Bridie in contatto con Annie Besant, una donna gentile che si batte per i diritti dei lavoratori. Ispirata dalle visioni della magia dei fiammiferi, Bridie spinge gli operai della fabbrica Bryant and May a scioperare per condizioni e orari di lavoro più umani, un giusto salario e maggior rispetto umano.

Quella che ci offre Emma Carroll è una rivisitazione della nota fiaba mettendoci al centro la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La storia, infatti, si ispira al vero sciopero degli operai delle fabbriche di fiammiferi a Londra nel 1888.

Questo romanzo offre una lettura vivace e coinvolgente, con un layout grafico creativo e innovativo. Il testo è accompagnato dalle originali illustrazioni di Lauren Child ispirate a fotografie storiche di operai di fabbrica, alcune delle quali riprodotte nella parte finale del libro.

Qui si trovano anche delle note dell’autrice che rivela la base storicamente vera di alcuni eventi descritti. In alcuni punti la narrazione, soprattutto nella seconda metà del libro diventa un po’ semplicistica e didattica, ma nel complesso, la storia si apprezza piacevolmente.

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