A “Le Chant des Forêts” di Vincent Munier la Genziana d’oro del Trento Film Festival 2026

È il film “Le Chant des Forêts” di Vincent Munier (Francia/2025/95′) a vincere la Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento” al Trento Film Festival 2026. Così ha deciso la Giuria internazionale composta da Benoît Aymon (Svizzera), Angela Benavides (Spagna), Giada Colagrande (Italia), Emanuele Crialese (Italia) e Kim Young-Mi (Corea del Sud), che ha voluto premiare un film che racconta, attraverso un profondo dialogo intergenerazionale di Munier con suo padre e suo figlio davanti all’incanto stupefacente della fauna selvatica, tre punti di vista, tre generazioni, unite da un’unica fascinazione condivisa per la natura.

“Abbiamo dichiarato guerra alla natura, ma la perderemo. Eppure questo film ci dà speranza e ci dimostra che non è troppo tardi per riconnetterci a ciò che conta davvero. Attraverso lo sguardo di tre generazioni, andando controcorrente rispetto ad una società che ha fatto della velocità e della performance le sue virtù cardinali, Le Chant des Forêts ci invita a riscoprire la pazienza, la lentezza, il silenzio, e a coltivare la trasmissione del sapere con poesia, saggezza e sensibilità. Vincent Munier ci insegna ad aprire i nostri occhi, ma soprattutto le nostre orecchie. Ci invita a meravigliarci delle cose semplici che abbiamo davanti e sotto di noi. Non c’è bisogno di andare dall’altra parte del mondo: è sufficiente entrare nel primo bosco che ci capita a tiro e ascoltare il suo canto. Ognuno di noi può farlo. E porre fine, così, a questa guerra, facendo pace con la natura e con noi stessi”, la motivazione della Giuria. Il film uscirà nei cinema in autunno, distribuito da Wanted.

“Non bisogna mai smettere di stupirsi: è questo l’insegnamento più semplice e al contempo sorprendente che questo film ha mandato al pubblico del Festival, che lo ha amato dalla prima proiezione, alla Giuria internazionale e a tutte e tutti noi”, ha commentato il Presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi. “Un inno alla riscoperta della meraviglia della natura selvatica, tra i più poetici mai visti a Trento. E non per l’assenza dell’uomo, tutt’altro: proprio per la capacità di calarlo, con i suoi sensi e il suo pensare, in un rapporto finalmente armonico con l’ambiente circostante. Il gallo cedrone, l’“urogallo eterno” dei racconti di Mario Rigoni Stern, allontanatosi dalle Alpi a causa della distruzione del suo biotopo da parte dell’uomo, diventa così il simbolo potentissimo di una relazione da ricostruire: prendendosi il tempo per osservare la luna, imparando ad ascoltare i battiti dei cuori degli abitanti della foresta, apprezzando in silenzio il gusto di sentirsi piccoli di fronte all’eternità della natura”.

Si aggiudica la Genziana d’oro Miglior film di alpinismo – Premio del Club alpino italiano il cortometraggio animato Kronoshock di Ignasi López Fàbregas (Spagna/2026/9′). «Kronoshock è significativo, creativo e divertente. In meno di dieci minuti, riassume l’evoluzione dell’alpinismo nel corso dei decenni, i suoi obiettivi e le sue sfide, ma soprattutto il suo impatto sulla natura. Grazie all’umorismo e all’ironia, invita il pubblico a riflettere su quando, a un certo punto, abbiamo sbagliato strada e su cosa fare per ritrovare la via verso la vetta», ha scritto la Giuria. “Kronoshock è un film bellissimo. In pochi minuti, con estrema leggerezza e ironia, il corto di Ignasi López Fàbregas riesce a ripercorrere le diverse epoche dell’alpinismo, inserendole in un quadro generale che spinge a interrogarci sul senso attuale della montagna» afferma il presidente generale del CAI – Club alpino italiano, Antonio Montani. «La scelta del formato breve e dell’animazione si rivelano molto efficaci ai fini del racconto e, dopo aver regalato allo spettatore una storia divertente, lasciano diversi spunti su cui riflettere”.

La Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata The North di Bart Schrijver (Paesi Bassi/2025/131′). “La più grande esplorazione è quella interiore. La più grande avventura è riuscire ad acquisire la giusta prospettiva per osservare la propria vita da lontano. Questo accade quando rivolgiamo di nuovo i nostri occhi, la nostra mente e i nostri passi alla natura selvaggia”, ha scritto la Giuria nelle motivazioni. Anche The North uscirà in sala in autunno, distribuito da Wanted.

“Di fronte ad una realtà dura e crudele, il film dà voce a personaggi che altrimenti sarebbero solo numeri in una statistica o danni collaterali del progresso. Grazie a un regista capace di rendersi invisibile, vediamo individui con vite, sogni, speranze e un futuro spezzato, e siamo condotti a stabilire una vera intimità con i personaggi: il film, così, contribuisce a restituire una parte della dignità che è stata loro sottratta”. Con questa motivazione la Genziana d’argento – Miglior contributo tecnico – artistico è stata assegnata a Le Sang et la Boue di Jean-Gabriel Leynaud (Repubblica Democratica del Congo, Germania, Francia/2024/ 96′).

La Genziana d’argento – Miglior cortometraggio è andata invece a White flag di Parviz Rostami (Iran/2025/15′): “Pura poesia, pure emozioni, puro cinema. Questo film racconta una storia universale che trascende il tempo”.

Il Premio della Giuria è stato assegnato a Silver di Natalia Koniarz (Polonia, Norvegia, Finlandia/2025/79’) con questa motivazione: “Più che cercare di spiegare il mondo dentro le miniere, Silver è un film che ci fa vivere l’atmosfera e il silenzio che si vive al loro interno, e le strutture dello sfruttamento che le caratterizzano. Sfruttamento di donne e uomini e, al contempo, sfruttamento delle montagne, che progressivamente scompaiono, sventrate dall’estrazione mineraria con una violenza che ne profana la sacralità, magistralmente trasmessa dal film”.

Il Premio T4Future, alla migliore opera della sezione cinematografica T4Future, va a The Last Ranger di Cindy Lee (Stati Uniti, Sudafrica/2024/28′). La giuria, composta da studenti e studentesse degli Istituti secondari di secondo grado del Trentino, ha scritto nella motivazione: “A seguito di un’attenta valutazione dei titoli presenti in gara, abbiamo decretato come vincitore The Last Ranger per il modo in cui veicola un messaggio delicato, spesso trascurato, facendo riflettere lo spettatore sull’enorme impatto dell’uomo sulla natura. Una menzione d’onore a Mut di Giulio Squillacciotti, un film che brilla per la sua splendida fotografia, e sa emozionare con la sola semplicità della montagna”.

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