Dopo la violenza, chi resta può guarire

Ci sono le difficoltà del diventare grandi, l’amicizia e la necessità di elaborare un difficile passato di violenza nel graphic novel Del buio non ho paura (Il Castoro; età 12+), opera di Silvia Vecchini e Sualzo, importante e amata coppia della scena letteraria italiana contemporanea per i ragazzi. È la storia di Leonard che vive in una casa famiglia dopo la morte della madre vittima di femminicidio e l’arresto del padre. Ce l’ha portato la nonna, che ad un certo punto non riusciva più a seguirlo nella crescita. Leonard è il più grande ospite della struttura e il fatto di aver visto e vedere diversi altri bambini e bambine passare un periodo nella casa e poi ritornare in famiglia, non lo aiuta di certo ad avere fiducia in sé e a sperare in un cambio di vita. Si sente abbandonato e diffida anche di chi gli vuole bene per paura di soffrire ancora.

Pian piano, però, affronta tutti i suoi demoni grazie all’amore e all’amicizia di Francesco e di Stella che sanno essere la sua guida attraverso l’oscurità del bosco che ha nel cuore. La storia di Leonard è forte e mette in luce temi come il coraggio, le relazioni, il superamento di traumi importanti grazie anche alla bellezza, la bellezza della danza indiana, la bellezza della poesia, la bellezza dell’innocenza di un’altra piccola ospite della casa e la bellezza delle relazioni vere di chi sa essere paziente ed aspettare i tempi degli altri, rispettandone la sensibilità. La forma del graphic rende il libro ancora più incisivo. La narrazione a fumetti, infatti, oltre ad avvicinare anche lettori che a volte fanno fatica a prendere un romanzo in mano, lascia degli spazi di non detto ancora più ampi della sola prosa e permette al lettore di entrare nella storia a diversi livelli, raggiungendo profondità di contenuto nascoste sotto i riquadri.

Leggere un graphic, infatti, non è sempre così semplice e veloce come può sembrare, soprattutto se nella storia si intrecciano diversi piani di narrazione come in questo: la realtà che vivono i personaggi, i pensieri che si muovono nella loro testa, le visioni quasi magiche e le storie, o meglio, le fiabe narrate, ascoltate, studiate e messe in relazione con la vita quotidiana. La sfida per il lettore è grande, ma altrettanto grandi sono la soddisfazione e il piacere nella lettura.

Un libro coinvolgente, profondo, autentico e delicato su un tema difficile ma, purtroppo, di stretta attualità: la violenza di genere e il dopo, la vita di chi resta e deve andare avanti, superare il dramma, guarire e, nel contempo, crescere.

vitaTrentina

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