Il primo volo spaziale dell’uomo del 12 aprile 1961 sulle pagine di Vita Trentina

“C’è un avvenimento nella storia di ogni famiglia che è salutato con gioia ed entusiasmo da tutti i suoi membri: ed è quando il bambino, appoggiato alla parete, se ne distacca per compier da solo il suo primo viaggio e gettarsi trionfante nelle braccia aperte della mamma che l’aspetta. Tutta la famiglia è raccolta per contemplare la memorabile impresa e, se riesce felicemente, sono grida di gioia, esclamazioni ammirative a non finire: è nato il viaggiatore, l’esploratore, il navigatore, il globe-trotter. Coraggio, caro bambino, che il cammino è lungo. Esplorerai prima la stanza, poi la strada, poi la casa, poi la strada, poi il paese, poi la valle, poi la tua provincia e allora incomincerai a farti una qualche idea delle dimensioni colossali della terra. Qualche cosa di analogo è avvenuto il 12 aprile“. Vita Trentina raccontava così, nel numero del 20 aprile 1961, il primo volo spaziale dell’uomo. A compierlo fu un sovietico, Juri Gagarin, 27 anni, che impiegò un’ora e 48 minuti a fare il giro intorno alla terra, raggiungendo la distanza di 300 chilometri dal globo terracqueo.

Le cifre dello spazio, si legge nell’editoriale pubblicato all’epoca, non possono “ispirare all’uomo che un senso di profonda umiltà e fargli trarre dalla odierna riuscita impresa astronautica un motivo di più per mettersi in ginocchio, per innalzare con più consapevolezza e gratitudine un nuovo Cantico delle Creature, per comprendere meglio il canto immortale del profeta: ‘Coeli enarrant gloriam Dei…’. I sentimenti più ragionevoli e doverosi di fronte alla prima riuscita a navigazione astronautica sono quelli espressi da Pio XI all’inaugurazione della Stazione Radio, istallata nel Vaticano da Guglielmo Marconi nel 1931. ‘Sia la nostra prima parola: – disse Pio XI – ‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli… Gloria a Dio, che diede ai nostri giorni tale potere agli uomini da far giungere le loro parole sino ai confini della terra'”.

Sceso a terra, Gagarin è stato festeggiato da una vastissima Piazza Rossa. “Mi sento bene – ha risposto Gagarin a Kruscev -. Il volo è stato un successo eccezionale. Tutte le apparecchiature della nave cosmica hanno funzionato a dovere. Durante il volo ho visto la Terra da una grande altezza. Ho visto i mari, le montagne, le grandi città, i fiumi, le foreste”. Gagarin era stato lanciato nello spazio alle 10,2 (9,7 secondo l’ora di Mosca) dalla prima nave spaziale del mondo, denominata “Vostok” (“Oriente”). “Si racconta che Gagarin – ricordava all’epoca Vita Trentina fu prescelto per il volo all’ultimo minuto, fra quindici candidati. Alla vigilia del lancio, i quindici uomini furono convocati dinanzi al comandante della base che: ‘Domani verrà lanciato nello spazio uno di voi. Non posso dire chi, lo saprete domani mattina. Andate a dormire'”.

“Nell’astronave ci stavo come a casa mia”, ha detto Gagarin alla Pravda. “Sentivo tanta calma ed ero così fiducioso! Ma questo non è che il principio. Penso che non sia lontano il giorno in cui potremo fare un volo sulla Luna o su Marte“.

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