“Felicità” è una parola usata da tutti, ma che cambia significato a seconda delle epoche, delle culture, delle persone. È una parola privata e pubblica insieme, riguarda ciò che si vive e si racconta, anche attraverso i media e i social. Da qui parte Post Felicità, l’incontro con lo scrittore Marco Balzano in programma sabato 11 aprile alle 10.15 alla Sala Belli di Palazzo Alberti Poja a Rovereto, anteprima della 15esima edizione di EDUCA, il festival dell’educazione che tornerà in città dal 24 al 27 settembre con il tema Forme di felicità.
A partire dal libro Cosa c’entra la felicità? Una parola e quattro storie (Einaudi) Balzano ricostruirà la storia e i significati della parola felicità in quattro lingue – greco, latino, ebraico e inglese – per mostrare come, nelle diverse tradizioni, questa parola abbia indicato valori morali, visioni politiche, idee di comunità e modi diversi di guardare alla vita e al futuro. Capire da dove vengono le parole significa anche capire come cambiano nel tempo e come influenzano il modo di pensare e di raccontare la realtà.
Accanto all’intervento di Balzano, l’appuntamento sarà anche un momento di confronto sul rapporto tra felicità, percezione e rappresentazione contemporanea insieme a Michele Marangi, professore di Scienze dell’Educazione e Didattica e Tecnologie dell’Istruzione e dell’apprendimento e membro del CREDDI e del CREMIT, e Paola Venuti, coordinatrice scientifica di EDUCA e prorettrice per la didattica, professoressa ordinaria del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive del Centro interdipartimentale di Scienze Mediche dell’Università di Trento.
“I social – sottolinea Michele Marangi – hanno creato una condizione mai sperimentata in precedenza: ci hanno dato un pubblico costante. E avere sempre un pubblico cambia il modo in cui viviamo le esperienze, inclusa la felicità. Che non sparisce, ma diventa più difficile da distinguere dalla sua rappresentazione. Un paradosso simile sta accadendo anche con l’Intelligenza Artificiale. Sta facilitando e abbreviando molti processi, quindi in teoria ci sta restituendo tempo. E il tempo libero è sempre stato uno degli ingredienti chiave per esperire la felicità. Ma saremo capaci di usare questo tempo libero per essere felici o lo riempiremo sempre con qualcos’altro, vittime della società della performance?”.
L’incontro è un’anteprima di EDUCA all’interno del programma Educa Immagine, il festival in programma dal 10 al 12 aprile che propone proiezioni, laboratori e incontri per sensibilizzare una nuova generazione di cittadini critici e consapevoli, capaci di comprendere il linguaggio delle immagini e di produrre contenuti digitali responsabilmente.