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La Chiesa e la comunità trentina hanno espresso il loro grazie per il dono della beatificazione del missionario trentino padre Mario Borzaga e del suo catechista Paolo, martiri in Laos nel 1960.
Domenica, in una cattedrale gremita di fedeli, c’erano anche cinquanta laotiani di etnia Hmong, presso cui operò padre Mario.
Proprio ai “fratelli Hmong” – protagonisti anche al mattino al Collegio Arcivescovile in una coinvolgente carrellata di testimonianze su Mario (da loro chiamato semplicemente “uomo mite, dal cuore buono”) – si è rivolto in Duomo l’arcivescovo Lauro, definendoli il “segnale che la Pasqua è viva e reale”. Monsignor Tisi ha parlato di padre Mario come “salutare provocazione” per il cammino della Chiesa, chiamata non “a generare operatori pastorali, ma testimoni della Bellezza seducente di Gesù di Nazareth”.
Sentiamo un passaggio dell’omelia. (ascolta qui sotto)
Nell’incontro del mattino, coordinato da Paolo Damosso, regista del docufilm, i testimoni, a cominciare dalla sorella Lucia, hanno raccontato il lato più umano di Mario, compreso quello ironico e scherzoso. Ad ascoltarli, tra almeno quattrocento persone, c’era anche l’arcivescovo emerito Bressan, già Delegato apostolico in Laos.